Proprio mentre veniva pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto Balduzzi che prevede, tra i vari punti, anche quello relativo all’impiego obbligatorio dei defibrillatori laddove si pratichi sport (sia esso dilettantistico che professionistico), è stata resa nota la notizia secondo la quale la Procura di Pescara ha indagato per omicidio colposo tre medici presenti in campo durante la partita di serie B, Pescara-Livorno, il 14 aprile scorso, durante la quale è deceduto tragicamente il giovane calciatore Piermario Morosini. L'accusa mossa dal Pm ai camici bianchi è proprio quella di non aver utilizzato il defibrillatore, seppur esso si trovasse a loro disposizione.
“In caso di arresto cardiaco - ha spiegato Francesco Fedele, presidente della Fondazione italiana cuore e circolazione della Federazione Italia Gioco Calcio (Figc) - è sempre bene mettere in pratica le manovre standard di rianimazione cardiopolmonare. Nel caso specifico, tuttavia, saranno i periti a formulare un giudizio finale.
Quello che è certo è che nei luoghi in cui si pratica sport, a qualsiasi livello, non può mancare il defibrillatore, allo stesso modo in cui nei pubblici edifici non si può fare a meno dell'estintore. I cardiologi appaiono dunque fortemente concordi nella difesa del decretone nel punto in cui rende obbligatoria la dotazione e l'impiego “nelle società sportive e dilettantistiche di defibrillatori semi automatici ed eventuali altri dispositivi salvavita”.