I sindacati della medicina convenzionata, Fimp (Federazione italiana medici pediatri), Fimmg (medici di famiglia) e Sumai (medicina ambulatoriale), si ritengono soddisfatti per l'approvazione da parte del Consiglio dei ministri del Decreto Balduzzi. Pur conoscendo il "contesto di resistenza" in cui è maturata questa decisione governativa i vertici delle associazioni di categoria hanno reso noto un comunicato stampa congiunto affermando di condividerne l'urgenza utile per garantire la continuità, la funzionalità e lo svolgimento delle particolari attività connesse ai bisogni di salute, di qualità  e appropriatezza delle cure. 

"Il Decreto recepisce alcune nostre proposte e non ha subito stravolgimenti pericolosi" scrivono le tre sigle ma avvertono che "ora parte il percorso più complesso e delicato per chi si occupa di sanità nella politica, nella professione e nella vita sociale e civile italiana", mentre sul fronte professionale "si apre il periodo della ridefinizione degli Accordi collettivi nazionali, quelli preposti a rendere normale il rapporto lavorativo tra Ssn e Medici convenzionati, che rappresentano la parte essenziale dell'assistenza primaria in Italia". 

Ma più in generale, aggiungono Fimp, Fimmg e Sumai, "Si apre finalmente nel nostro Paese la prospettiva di un ammodernamento organizzativo, gestionale e strutturale, che arricchirà l'attuale offerta di assistenza, creando le condizioni di valorizzazione delle potenzialità professionali già in campo".

Consensi anche da parte del Sindacato medici pediatri di famiglia (Simpef) ma "restano alcune forti preoccupazioni" come segnala Rinaldo Missaglia presidente Simpef: "Condividiamo la riorganizzazione su scala nazionale della assistenza sanitaria territoriale" ma anche "le preoccupazioni espresse dalle Regioni circa la reale copertura finanziaria per questa riorganizzazione". E aggiunge: "Da subito, quindi, invitiamo a convocare i tavoli di discussione per il rinnovo della convenzione nazionale, e a coinvolgere tutte le componenti dell'area pediatrica".

Critico, invece, sulla mancanza di "una visione d'insieme" e su "slogan demagogici e populistici che appartengono più a politici che a tecnici", si dichiara Antonio De Novellis, pre-sidente dell'Unione nazionale pediatri, con riferimento ai medici H24: "Ci sono ospedali senza medici e qui si parla di H24.

Si prendono provvedimenti demagogici in realtà irrealizzabili". E poi conclude così "Per quanto siano efficaci le politiche di contenimento della spesa, se non si interviene sulla prevenzione, i costi cresceranno sempre di più. Esempio sono gli accessi pediatrici al pronto soccorso che per il 95% è fatto di codici bianchi e verdi. Chi ha stabilito che con l'h24 si migliora la salute dei cittadini?"