In Indonesia, esattamente nella città di Lhokseumawe, una delle roccaforti dell’integralismo islamico indonesiano nell'isola di Sumatra, è da poco entrato in vigore quello che per noi occidentali è senza alcuna ombra di dubbio un bizzarro divieto: quello per le donne di andare a cavalcioni sulle motociclette dietro a un guidatore uomo, essendo stata definita questa posizione come “impropria”.
Un tempo anche in Italia era costume che le donne sedessero di traverso su cicli e motocicli: la costumanza era però dettata dal fatto che l’uso della gonna rendeva certamente fastidioso per le rappresentanti del sesso femminile star sedute a cavalcioni.
Nell’Indonesia del terzo millennio invece è la religione islamica a sancire questa che per gli Imam è certamente una fondamentale regola di comportamento gradita ad Allah.
In base a questa ordinanza, dunque, con l’arrivo del nuovo anno le abitanti di Lhokseumawe dovranno sedersi con le gambe di traverso quando saliranno su uno scooter: di certo la posizione scomoda incrementerà gli incidenti e sinceramente non abbiamo verificato se in Indonesia esista quantomeno una legge che renda obbligatorio l’uso del casco. Il sindaco della città Lhokseumawe ha dichiarato che le “donne sedute a cavalcioni provocano il guidatore maschio e potranno sedersi così solo se sono loro a guidare e se sono vestite alla maniera musulmana”.
Altro singolare divieto in vigore nella provincia indonesiana di Aceh è quello che impedisce, sempre alle donne, di portare pantaloni aderenti: il motivo è il medesimo, non turbare il sesso maschile. Poveri maschi indonesiani: cosa farebbero allora se fossero costretti a guardare le nostre televisioni nazionali dove spesso le ragazze compaiono vestite di pochi centimetri quadrati di stoffa e qualche lustrino ?
L'Indonesia è il più grande paese musulmano del mondo, e la provincia di Aceh ha adottato la sharia dopo che nel 2001 ha ottenuto la propria autonomia amministrativa. Certo accanto a questi bizzarri divieti coesistono poi, sempre nella suddetta provincia indonesiana di Aceh, norme di comportamento che prevedono sanzioni ben più gravi e che suscitano tutt’altro che ilarità: l’adulterio e l’omosessualità sono ad esempio puniti con la lapidazione, così come il gioco d’azzardo e il consumo di bevande alcoliche.