Sono esattamente 864 i migranti sbarcati a Pozzallo, comune italiano situato in provincia di Ragusa, durante la giornata domenicale. I migranti sono giunti presso la località balneare siciliana grazie all'intervento della nave San Giorgio della marina militare italiana, che ha prestato soccorso ai medesimi in un tratto di mare posto all'interno del Canale di Sicilia.

Buona parte degli extracomunitari tratti in salvo sarebbe costituita da famiglie siriane in fuga dal conflitto in atto sul territorio del loro Paese, si segnala in particolare la presenza di numerosi bambini. Le agenzie parlano anche della presenza fra gli sbarcati di un centinaio di cittadini marocchini e si tratterebbe, sempre stando alle notizie di agenzia, della prima volta che ciò accade.

La Prefettura di Ragusa, avvalendosi del coordinamento della Questura, ha già disposto un piano di trasferimento degli 864 migranti extracomunitari: una parte di questi saranno condotti mediante l'impiego di pullman in centri di accoglienza situati nei più vicini ex capoluoghi di Provincia (106 a Siracusa, 100 a Palermo e 50 a Messina). Gli altri 600 migranti circa verranno invece condotti in altre regioni italiane, dove sono già presenti dei centri di accoglienza, con degli appositi voli charter in partenza dall'Aeroporto di Comiso, sin dalle prime ore della giornata di lunedì.

La Questura, in collaborazione con Carabinieri e Guardia di Finanza ha già avviato inoltre le indagini di routine destinate alla identificazione di eventuali scafisti fra gli stessi extracomunitari.

Sembra dunque, almeno in apparenza, che non sia cambiato praticamente nulla nel passaggio dalla politica di accoglienza basata sul piano Mare Nostrum a quella annunciata da Angelino Alfano come sostitutiva e impostata sulla nuova Operazione Triton, che ha preso il via dal 1° novembre e che rientra nella gestione della Agenzia europea Frontex, gestione che tuttavia non può che trovare attuazione pur sempre attraverso le attività poste in essere dalle competenti autorità territoriali italiane.

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