Nel corso dell'udienza preliminare istruita dalla pubblica accusa contro Pistorius a Pretoria, il pool di avvocati dello sprinter, preparatissimi ed agguerritissimi, è riusito a mettere in evidenza notevoli lacune dell'impianto accusatorio messo in piedi dal pubblico Ministero.
Innanzitutto, i difensori di Pistorius hanno portato alla luce la circostanza, non di poco conto, che il detective che guida le indagini sul caso dell'atleta, Hilton Botha, è a sua volta indagato per tentato omicidio in relazione ad una sua vicenda personale; questo ha segnato senza dubbio un punto a favore della difesa, in quanto scredita di molto le conclusioni tratte da parte degli inquirenti nella breve ma intensa indagine.
Inoltre, sebbene si tratti solo dell'udienza volta a decidere se Pistorius debba rimanere in carcere o possa ottenere la libertà su cauzione, un altro dettaglio ha favorito le tesi della difesa, che punta a dimostrare come non vi sia stata premeditazione nella condotta di Pistorius; si tratta del fatto che gli stessi vicini che avevano dichiarato di aver udito delle grida maschili e femminili provenire dalla villa dell'atleta tra le due e le tre di notte di quel 14 febbraio, non hanno riconosciuto, messi alla porta dalla Corte, quelle voci come appartenenti a Pistorius ed alal fidanzata.
Con queste due importanti circostanze a favore, i difensori di Pistorius, tra i quali c'è anche un ex Procuratore Distrettuale, si dicono convinti di poter far scarcerare il proprio assistito nel più breve tempo possibile. La sentenza dell'udienza preliminare è attesa per la fine della prossima settimana