Dopo quasi cinque anni dal delitto di Garlasco si riapre il caso di Chiara Poggi, la fidanzata di Alberto Stasi barbaramente uccisa in casa propria il 13 agosto 2007. Il giovane, unico imputato del delitto, già assolto due volte, prima nel giudizio abbreviato dal G.U.P. di Vigevano il 17 dicembre 2009, poi dalla Corte d'Appello di Milano il 6 dicembre 2011, ora di nuovo nel mirino della giustizia.
Il giudizio per Alberto Stasi dovrà essere rifatto, davanti ad un'altra sezione della Corte d'Appello di Milano. Lo spettro di una possibile condanna torna dunque ad apparire per il giovane Stasi, che però al momento resta a piede libero, in quanto permane al momento valida la pronuncia del G.U.P.
di Vigevano.
Probabilmente solo la lettura delle motivazioni consentirà di capire questa pronuncia che è giunta del tutto inaspettata, in particolare sarà importante capire se la necessità di celebrare un nuovo processo di appello sul delitto di Garlasco derivi da nuovi elementi probatori nel frattempo emersi o da vizi nella motivazione della sentenza annullata.
Di certo vi è che il Procuratore Generale presso la Corte di Cassazione Roberto Aniello incassa un altro clamoroso successo, dopo quello ottenuto neanche un mese fa con l'annullamento della sentenza della Corte di Assise d'Appello di Perugia sul caso Meredith Kercher.
Lo stesso Procuratore Generale aveva attaccato pesantemente l'operato dei giudici milanesi nella sua requisitoria, parlando di illogicità, lacune ed incongruenze, lamentando tra l'altro anche il mancato accoglimento della richiesta di esame del capello trovato nella mano sinistra della vittima e la sopravvalutazione della prova scientifica.
In ogni caso questa vicenda, come del resto accade spesso nei processi indiziari, farà ancora discutere: un compito non facile attende ora la sezione della Corte d' Appello di Milano che dovrà occuparsene.
Perché se come scrive Philip Friedman in Inadmissible Evidence i giudizi d'appello sono di per sé una faccenda dannatamente complicata, quante volte di più lo è un appello bis dove a distanza di tempo i reperti tendono generalmente a deteriorarsi e le indagini scientifiche portano più dubbi che certezze.
E difficilmente potremo aspettarci un colpo di scena in stile cold case perché gli strumenti tecnico-investigativi non hanno di certo fatto passi da gigante in così poco tempo. Alla fine vedremo se gli indizi raccolti saranno ritenuti gravi, precisi e concordanti e se sarà raggiunto quel grado di certezza che al di là di ogni ragionevole dubbio consentirà di dare un nome al colpevole di questo delitto.