Si è conclusa l'ultima giornata di udienze del Tribunale di sorveglianza di Genova ed ora si dovrà decidere in che modo i ben 17 condannati funzionari di polizia dovranno scontare la pena residua per falso e calunnia durante il sanguinoso massacro alla scuola Diaz durante il G8 del 2001 e per i maltrattamenti ed umiliazioni alla caserma di Bolzaneto. La decisione potrebbe volgere verso due scelte ben distinte: scontare la pena direttamente in carcere oppure essere affidati in prova ai servizi sociali.

E intanto, come riporta anche il corriere.it: "Vincenzo Canterini «si dispiace di quello che è successo alla Diaz ma non rilascerà pubbliche scuse perché non intende sottoporsi alla gogna in piazza», ha detto il legale parlando per l'ex capo della Squadra mobile di Genova condannato per falso nell'ambito dei fatti della scuola Diaz durante il G8 del 2001."

Per chi non fosse ancora a conoscenza dei fatti, il blitz alla scuola Diaz, dove il Comune di Genova aveva alloggiato temporaneamente gli attivisti del Genoa Social Forum (ragazzi e giornalisti) arrivati nel capoluogo ligure per le manifestazioni contro il G8 del 2001, avvenne nella serata del 21 luglio.

Esattamente il giorno dopo la morte di Carlo Giuliani, un simpatizzante del movimento no-global ucciso durante i fatti del G8 di Genova, quasi 400 agenti di polizia fecero irruzione nell'istituto scolastico picchiando selvaggiamente tutte le persone che si trovavano all'interno della struttura, un pestaggio senza precedenti e definito come da macelleria messicana. Poi alla caserma di Bolzaneto alcuni di loro vennero maltrattati ed umiliati.

Ma se da una parte l'Italia non è in grado di fare giustizia, dall'altra ci sono ancora quei cittadini italiani ed europei che denunciano direttamente a Strasburgo le violenze subite e l'impunità con cui si sta concludendo il caso in Italia. Il pestaggio esemplare finisce nuovamente alla Corte europea dei diritti dell'uomo che ha avviato un esame preliminare di ammissibilità basato su ben 32 ricorsi, soprattutto per il fatto che l'ordinamento italiano non prevede il reato di tortura, pertanto i responsabili delle violenze sono stati tutti condannati per reati minori quando invece ci si aspetterebbe probabilmente una condanna esemplare.