A differenza dei presidenti delle squadre di calcio italiane, che amano le società e le compagini che gestiscono, i magnati stranieri, prevalentemente russi o sceicchi arabi, amano solo il vil-denaro, e una volta annoiatosi del loro "giocattolo" non esitano a smantellarlo. E' quello che sta succedendo all'Anzhi, squadra del magnate russo Kerimov che, stancatosi della sua "creatura", ha deciso di vendere, di mettere sul mercato i suoi pezzi pregiati.  

Lo ha annunciato sul suo profilo Twitter il direttore sportivo dell’Anzhi Konstantin Remchukov, aggiungendo che anche “molti giocatori costosi” lasceranno la squadra.

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Il dirigente russo non ha spiegato le circostanze e le motivazioni sulla separazione con Meulensteen, che aveva preso il posto di Guus Hiddink alla fine di luglio. Remchukov ha annunciato anche una riduzione del budget della squadra a 50-70 milioni di dollari.

Secondo il sito sportivo russo Sports.ru, il bilancio dell’Anzhi ha raggiunto i 180 milioni nel 2012.

Per sanare il budget, quindi, come riportato dalla "Gazzetta dello Sport", il presidente russo ha deciso di vendere i suoi giocatori più rappresentativi, fra questi c'è anche l'ex-interista Samuel Eto'o.

Secondo la stampa russa,  Igor Denisov, Yuri Zhirkov e Aleksandr Kokorine sarebbero stati presi dalla Dinamo Mosca, parimenti  all’ivoriano Lacina Traorè e al brasiliano Willian, oltre ai tre calciatori russi che ieri hanno pubblicamente espresso il loro disagio nel convivere con una rosa per ampia parte straniera, e cioè i nazionali Igor Denisov, Alexander Kokorin e Yury Zhirkov.

Questo assunto ci fa capire, come la cultura straniera sia molto differente da quella italiana, e di come questi sceicchi o magnati, gestiscano in maniera quasi infantile le loro squadre, considerandole solo passatempi o svaghi, che una volta, come si dice "passata la voglia", se ne disfano senza pensarci due volte.

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Una visione superficiale del calcio, che non appartiene al mondo italiano, dove lo stesso è visto come una  vera passione popolare.

In un comunicato diramato qualche ora dopo, l’Anzhi ha in parte smentito le parole di Remchukov. “Non c’è alcun tipo di discussione su una possibile cessione in massa dei nostri giocatori o di altre misure di cui hanno scritto i media. Il club rispetterà tutti gli obblighi contrattuali con i suoi calciatori”, si legge nella nota. L’Anzhi ha però anche aggiunto che in futuro la squadra si “baserà su strategie a lungo termine per lo sviluppo del club, che naturalmente presuppongono cambiamenti nella sua composizione”. Nella nota, il club russo spiega che le modifiche al bilancio sono dovute all’introduzione delle nuove norme dell’UEFA sul fair play finanziario secondo cui le società non possono spendere più di quello che incassano. “Questo non contribuirà comunaue a un indebolimento della squadra”, conclude la nota.