Le dimissioni di Gabriele Gravina dalla presidenza della FIGC hanno aperto una fase di profonda riflessione per il calcio italiano, proiettato verso un passaggio istituzionale che potrebbe segnare il futuro del movimento. L’assemblea elettiva fissata per il 22 giugno rappresenta già da ora uno snodo cruciale e fra i papabili per il ruolo è spuntato anche il nome dell'ex capitano della Juventus Alessandro Del Piero.
Tra continuità politica e voglia di rivoluzione
Sul tavolo delle possibili candidature circolano nomi di grande esperienza istituzionale e dal solido pedigree politico.
Tra questi spicca quello di Giovanni Malagò, considerato il favorito sulla carta grazie al suo profilo di dirigente navigato e alla conoscenza dei meccanismi dello sport italiano, oltre alla figura di Giancarlo Abete, che rappresenterebbe però una soluzione di continuità con il passato. Parallelamente prende corpo anche una corrente di pensiero che invoca un cambiamento più radicale, capace di rompere con le logiche tradizionali e affidare la guida della Federazione a chi ha vissuto il campo in prima persona. In questa prospettiva emergono suggestioni legate a ex calciatori di altissimo livello come Paolo Maldini, Beppe Bergomi e per l'appunto Alessandro Del Piero. Figure simboliche, capaci di incarnare un’idea di rinnovamento ma che allo stato dell'arte delle cose resterebbero delle piste ancora lontane da una reale concretizzazione.
Criscitiello: 'Abodi non pensasse di sostituirsi al presidente federale'
Di quello che potrebbe essere il futuro della nazionale Italiana e della FIGC ha parlato a Sportitalia il giornalista Michele Criscitiello: "Abodi, Ministro dello Sport, ha già chiamato per sondare un'eventuale disponibilità a tornare a Coverciano di Roberto Mancini. Una follia, sia richiamare l'ex CT sia che il Ministro dello Sport si stia sostituendo eventualmente ad un presidente federale. Abodi non ha saputo fare il presidente della Lega di Serie B, non ha il portafoglio e non ha neanche le competenze. Quindi non pensasse di prendere il posto di qualcuno, perché altrimenti non facciamo un passo indietro, ne facciamo tre".
Criscitiello ha infine concluso: "Oggi c'è la sensazione mediatica e siamo contenti di questo, che abbiamo ottenuto una vittoria calcistica con le dimissioni di Gravina. Siamo contenti che lo ha fatto con 4 anni di ritardo, ma l'ha fatto. Perfetto, adesso però dobbiamo evitare il famoso inciucio politico calcistico, perché è dietro l'angolo e potrebbe avvenire nei prossimi 49 giorni".