Il calcio mondiale perde un suo immenso protagonista degli anni '50/60: stiamo parlando di Nilton Santos, molto probabilmente il più grande terzino sinistro della Storia del calcio, morto all'età di 88 anni a Rio De Janeiro dopo aver sofferto negli ultimi cinque anni del morbo di Alzheimer. Il leggendario giocatore può vantarsi nella sua carriera di aver vinto per ben due volte il titolo mondiale con la Selecao brasiliana, nel 1958 e nel 1962.

Nilton Santos, ha fatto parte di quello squadrone che era la nazionale brasiliana che annoverava tra le sue fila campioni del calibro di Didi, Vavà e dell'immenso Pelè.

Santos era denominato da tutti gli addetti ai lavori che hanno avuto il privilegio di conoscerlo o di aver visto le sue gesta calcistiche, l'Enciclopedia del Calcio; ciò era dovuto al suo saper stare in campo e alla sua tecnica sopraffina. Possiamo senza dubbio affermare che il ruolo di terzino sinistro fluidificante fu letteralmente inventato dal giocatore brasiliano.

Già nel 1949, raccontano le cronache, si dice che assieme a Djalma Santos formasse una delle coppie di terzini fluidificanti più forti del mondo. Nel 2000 la Fifa, ossia il massimo organo calcistico lo ha insignito del Premio come migliore terzino sinistro fluidificante di tutti i tempi. Un encomio tuttora non concesso a nessuno tranne che a Nilton Santos.

Oltre ad aver vinto due coppe del mondo, nel 1950 perse col Brasile la finale della stessa competizione allo stadio Maracanà di Rio De Janeiro, per 2-1 contro l'Uruguay. Decine di tifosi brasiliani dopo quella gara, si suicidarono per il dispiacere. In  25 anni di carriera, Nilton Santos ha indossato solo la maglia del Botafogo, disputando 729 incontri, vincendo 26 titoli e realizzando 11 reti.

Con la maglia della nazionale brasiliana ha totalizzato 75 incontri con 5 reti all'attivo.

In un  suo libro ricordava come spesso il suo modo di giocare e di puntare l'avversario ”faceva impazzire” gli allenatori e criticava quei giocatori che cambiano squadra ogni anno "e baciano la maglia quando segnano. Ogni anno una maglia diversa”.