Nelle ultime settimane il dibattito attorno al mercato della Juventus si è fatto sempre più acceso, soprattutto per quanto riguarda il reparto offensivo. I nomi che circolano con maggiore insistenza sono sostanzialmente due: Jean-Philippe Mateta del Crystal Palace e Youssef En-Nesyri del Fenerbahce. Profili diversi, ma accomunati da caratteristiche ben precise, che rispondono a un’esigenza chiara individuata dallo staff tecnico bianconero. Una linea, questa, che però non convince tutti. Tra le voci critiche spicca quella di Paolo Paganini, giornalista Rai, che sul proprio account X ha espresso tutto il suo scetticismo con parole destinate a far discutere: “Prima la Juventus cerca Mateta poi vira su tale En Nesyri ma che giocatori sono?
Top player? Perché Comolli non fa uno sforzo e cambia visione, perché non è più al Tolosa e prova a prendere Lookman? Sempre se si vuol fare un salto di qualità”. Un messaggio diretto, ambizioso, che però presenta diversi punti deboli se analizzato nel contesto reale del mercato bianconero.
Le esigenze tecniche della Juve e il profilo cercato
Il primo aspetto da chiarire riguarda la tipologia di attaccante che la Juventus sta cercando in questa sessione invernale. L’obiettivo della dirigenza, condiviso con Luciano Spalletti, è quello di inserire in rosa un centravanti strutturato, capace di giocare di manovra, far salire la squadra e occupare stabilmente l’area di rigore. Mateta ed En-Nesyri rispondono esattamente a questo identikit: fisicità, presenza centrale e capacità di lavorare spalle alla porta.
Ademola Lookman, per quanto giocatore di livello assoluto, rappresenta invece un esterno offensivo puro, abituato a partire largo, soprattutto da sinistra. Un profilo che, dal punto di vista tattico, non risolverebbe le attuali lacune della Juventus.
I limiti economici e l’ingombro Yildiz
Il secondo punto debole dell’ipotesi Lookman riguarda l’aspetto economico. L’Atalanta valuta il nigeriano non meno di 40 milioni di euro, una cifra che in questo momento la Juventus faticherebbe a investire, soprattutto a gennaio e con i paletti imposti dal Fair Play Finanziario. A questo si aggiunge un ulteriore elemento non secondario: Lookman arriverebbe a Torino per giocare nella sua posizione naturale, quella di esterno sinistro.
Una zona del campo che oggi ha un padrone ben preciso, Kenan Yildiz, considerato intoccabile e uno dei pilastri del progetto tecnico bianconero. Andare a sovrapporre due giocatori di quel calibro nello stesso ruolo rischierebbe di creare più problemi che soluzioni.