Pallone d'oro a Cristiano Ronaldo, come da copione. Il portoghese ha ottenuto il suo secondo secondo titolo dopo quello del 2008. Finisce quindi l'epopea di Lionel Messi che, tra il 2009 e il 2012, aveva trionfato per quattro volte di seguito. Soprattutto, però, la vittoria del portoghese certifica, una volta di più, la fine della meritocrazia nell'assegnazione del trofeo più ambito da ogni calciatore.

Morte di un premio

Il Pallone d'oro, così come è stato concepito nel 1956 dalla rivista sportiva francese France Football, ha smesso di esistere il 5 luglio 2010, giorno in cui fu siglato l'accordo tra la Fifa e il gruppo editoriale transalpino Amaury (editore di France Football) per la fusione tra il premio assegnato dal giornale e il Fifa World Player, trofeo nato nel 1991. Da quel momento, il Pallone d'oro, ha smesso di essere il riconoscimento per il calciatore più decisivo della stagione, per diventare il trofeo del più forte della stagione. La differenza, tra le due definizioni, per quanto minima, ha di fatto cambiato il sistema di assegnazione del premio, rendendolo privo di significato. Se prima, infatti, i successi di squadra andavano di pari passo con quelli del calciatore più determinante per quelle vittorie, ora bastano le singole prestazioni individuali per ambire al premio. Questo significa che, se non sei un mostro di tecnica e non segni caterve di gol, come Messi e Cristiano Ronaldo, puoi anche vincere tutto, ma questo non ti assicurerà l'assegnazione del Pallone d'oro. Questo nuovo criterio va contro l'articolo 10 del regolamento stilato da France Football, all' epoca dell'istituzione del riconoscimento. Secondo tale articolo, infatti, va premiato il calciatore che, "insieme alle prestazioni individuali e di squadra durante l'anno" si distingua anche per "il valore, la carriera, la personalità e il carisma". 

Gli scippi degli ultimi anni

Del resto, basta vedere i trionfi di Messi e  Cristiano Ronaldo, dal 2010 in poi, per rendersi conto di quanto il Pallone d'oro sia diventato effimero. Nel 2010 vinse l'argentino,  che in stagione aveva conquistato solo una Liga, nonostante Snejider, con la maglia dell'Inter, avesse vinto tutto e fosse anche arrivato in finale del mondiale. Nel 2012, ancora Messi fu preferito a Iniesta, simbolo della Spagna campione d'Europa e dello stesso Barcellona vincitutto.Quest'anno, infine, a Ribery non è bastato vincere Bundesliga, coppa di Germania, Champions e Mondiale per club, per essere riconosciuto il più forte della stagione.  Il Pallone d'oro è diventato una faccenda privata tra Messi e  Cristiano Ronaldo. Se non vi è dubbio che i due siano i giocatori più forti al mondo, ne esistono sul fatto che siano quelli più decisivi delle varie stagioni in cui hanno vinto. 

Addio sogni di gloria

Se i criteri per l'assegnazione del premio fossero sempre stati quelli in vigore attualmente, gente come Papin, Weah, Nedved o Cannavaro non avrebbe mai potuto ambire al titolo di giocatore più forte d'Europa. Insomma, il Pallone d'oro ha smesso di essere un trofeo che premia gli sforzi fatti durante una stagione, per diventare un premio di mera forza mediatica. Un peccato, perché di questo passo il riconoscimento rischia di perdere di valore, con buona pace di tutti quei bambini che,  iniziando a giocare a calcio, sognano ancora che, con il lavoro e le vittorie, possano un giorno riuscire a conquistare il prestigioso riconoscimento.