L'ex difensore di Milan e Lazio, Alessandro Nesta, che ha da poco finito di giocare terminando la sua avventura americana nella Major League Soccer, ha rilasciato alcune dichiarazioni in merito alla difficile stagione vissuta dalle sue ex squadre, motivando a suo avviso le cause che affliggono l'attuale movimento calcistico italiano. L'ex stopper azzurro ha giocato con la squadra canadese iscritta al campionato statunitense, Montreal Impact, e ora ne è dirigente, in attesa di prendere il patentino di allenatore.

Nesta conosce bene l'ambiente-Milan avendolo vissuto per quasi quindici anni, densi di successi nazionali ed europei. Nel corso di una lunga intervista per il noto quotidiano rosa 'La Gazzetta dello Sport', Sandro non si capacita che il suo Milan sia sceso così in basso con la debàcle al Calderon e dice: "La doppia sfida con l'Atletico Madrid è stata sicuramente una pesante eliminazione, derivante da un fallimentare cambio generazionale, ed è figlia di scelte errate in sede di mercato e impostazione societaria. Ma per me la questione è più grande, non è più il Milan che conoscevo. Non è più la società che era in grado di pagare molto i calciatori e pensare in grande stile. Ora i fondi sono ridotti all'osso e il campo risponde inevitabilmente. Questo vale per il Milan e per tutta la Serie A".

Nesta spiega gli errori di programmazione: "Nel corso degli anni d'oro, i presidenti non hanno investito nelle selezioni giovanili. Poi le società andavano fuori bilancio senza problemi perchè arrivava la banca di turno o il tesoro di famiglia in aiuto. L'economia italiana consentiva questo, adesso non più. Quindi i bilanci ora sono in rosso. E senza soldi non si raggiungono grandi risultati con le squadre italiane. Dove mi trovo ora io (Stati Uniti), invece, combinare sano bilancio finanziario e risultati è la prassi".

Per quanto riguarda la Lazio, invece, l'ex difensore della Nazionale (ed attuale dirigente del Montreal Impact) si è proposto come una sorta di mediatore tra i tifosi biancocelesti e il patron Lotito, in continua lotta aperta: "Non penso tuttavia di essere la persona giusta per questo. Noto confusione nell'ambiente laziale, se mi immergo in questa situazione potrei mancare di rispetto al Montreal Impact. Inoltre, devo comprendere se so fare l'allenatore".

Nesta dispensa comunque consigli al presidente della Lazio, Lotito: "Ho visto le partite della Lazio con Sassuolo ed Atalanta, mi ha ferito la situazione, ma non ero sorpreso. La situazione si è incancrenita, bisogna affrontare le problematiche, non passano da sole, non si può evitarle per sempre. Lotito deve parlare chiaramente con la tifoseria, usare il dialogo, che attualmente manca. Si potrebbe organizzare un incontro tra il presidente e i capi rappresentativi della tifoseria biancoceleste. Se la situazione non cambia, la squadra ne paga le conseguenze in campo con brutti risultati". Di Lotito, Nesta non ha comunque una buonissima opinione, in quanto afferma: ''Non conosco Lotito e non mi interessa conoscerlo, lui parlò di me in una infelice occasione tirandomi in ballo inutilmente e con battute fastidiose (disse che Nesta era vecchio...). Hanno paragonato la mia cessione al Milan nel 2002 a quella di Hernanes all'Inter in quest'inverno, ma io sapevo già dall'anno prima che dovevano cedermi, poi si è visto come è finita con Cragnotti. Devo ammettere che la Roma è stata più brava nella Lazio sapendo vendere e poi ricomprare bene, oltre che scegliere un ottimo allenatore (Rudi Garcia). Però lo scudetto è roba della Juventus, per la Roma non c'è niente da fare quest'anno''.

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