Al termine di tre giorni di raduno riservati a trenta giovani calciatori nostrani in odore di nazionale, il Commissario Tecnico Azzurro Cesare Prandelli rilascia un'intervista ai microfoni dell'emittente televisiva "Rai Sport 1", nella quale si sofferma sui suoi piani e programmi in merito alla composizione della rappresentativa nazionale, che ci rappresenterà ai Campionati Mondiali in Brasile e sul suo futuro.

Dichiara di non avere ancora in mente nulla di definitivo per quel che riguarda la squadra e che, a parte Buffon, tutti sono sotto stretta osservazione, che nessuno ha la certezza di un posto da titolare, Mario Balotelli compreso.

Per la composizione della squadra non ha particolari preoccupazioni, ma nessun candidato alla trasferta in Brasile deve considerarsi sicuro e rilassarsi troppo.

Il selezionatore azzurro, tra l'altro, spende non poche parole per Antonio Cassano, a proposito del quale dice che le porte della Nazionale non sono mai state chiuse, ma nemmeno sono completamente aperte. Considera il talento barese un ragazzo dotato di grande classe, che sa far giocare bene le squadre, ma che ha bisogno di essere inserito in contesti di gioco ben organizzati, con le responsabilità che non devono pesare esclusivamente sulle sue sue spalle, per esprimersi al meglio.

Lo stesso si può affermare per Mario Balotelli, il quale deve imparare ad inserirsi nelle idee e nei meccanismi di gioco e nei contesti di squadra.

Certamente talenti come loro possono far fare a qualsiasi squadra un salto di qualità determinante.

In merito al suo futuro dichiara di avere in questo momento la testa rivolta esclusivamente al Mondiale. Vuole preparare al meglio la spedizione italiana in Brasile e non ha tempo né predisposizione mentale, per programmare un futuro in una squadra di club. Pertanto, qualora non dovesse trovare un accordo con la Figc, per prolungare il rapporto con la Nazionale, si fermerà per un po' di tempo, in quanto l'Italia merita rispetto.