Fabio Capello è stato convocato dalla Duma, la camera bassa del parlamento russo, per motivare il flop clamoroso che la Russia ha subito al mondiale brasiliano, dopo l'eliminazione al primo turno con squadre del calibro di Algeria, Corea del sud e Belgio. Ad annunciarlo è stato ieri il presidente della commissione sport russa Igor Anansikh.

Questa imbarazzante eliminazione sta diventando un affare di Stato ed ora Fabio Capello, ct della nazionale russa già da due anni, con tanto di contratto multimilionario, dovrà dare spiegazioni. Gli attacchi al tecnico di Pieris sono arrivati da destra a sinistra e la fiducia sul milionario allenatore è ai minimi storici.

Vladimir Zhirinovsky ha definito Capello un ladro, il deputato socialista Igor Anansikh ha chiesto la restituzione di almeno la metà dei 17 milioni di euro incassati in questi due anni. Il problema adesso è che il tecnico russo ha un contratto che lo legherà ancora alla nazionale russa per altri quattro anni ovvero sino al 2018 quando verranno disputati i prossimi mondiali, proprio in Russia, e visto quanto costerà organizzarlo, tutti vogliono evitare un altro clamoroso flop.

E pensare che solo sei mesi fa in Russia, Fabio Capello era considerato il profeta del calcio, arrivato a Mosca nel 2012, subito dopo l'eliminazione agli europei, con Arshavin e compagni buttati fuori dal girone con Grecia e Repubblica Ceca, prese il timone di questa nazionale è riusci a centrare tranquillamente la qualificazione ai mondiali arrivando davanti anche al Portogallo di Cristiano Ronaldo.

La gloria passa in fretta però e adesso Capello dovrà fare i conti con una nazione che vuole la sua "testa".

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