Il Brasile ha scelto di voltare pagina dopo il pessimo epilogo del mondiale casalingo chiuso al quarto posto, e di affidare la ricostruzione di una Seleçao a pezzi, a Carlos Dunga, 50enne tecnico che ha già allenato la nazionale verdeoro dal 2006 al 2010. Dunque, la federazione brasiliana ha deciso di tornare indietro per guardare con maggiore ottimismo al futuro. Inevitabile il licenziamento di Felipe Scolari, dopo il pesante 7-1 subito dalla Germania nella semifinale mondiale, e dopo aver perso anche la finale per il terzo posto con l'Olanda.

Il presidente della Cbf, José Maria Marin, nel corso di una conferenza stampa tenutasi a Rio de Janeiro, ha definito il nuovo - vecchio commissario tecnico Dunga "un uomo sperimentato come atleta e come tecnico", ribadendo di avere piena fiducia in lui e nella sua competenza, aspetti che sono risultati decisivi per la scelta dell'ex allenatore dell'Internacional. Felice il neo tecnico, il quale ha assicurato che si metterà subito al lavoro per ottenere una crescita della nazionale brasiliana e riportarla a quei risultati importanti "di cui ha bisogno".

L'obiettivo dell'ex centrocampista di Pisa e Fiorentina, è quello di mettere in piedi una Seleçao in grado di competere ad alti livelli ai mondiali del 2018 che si svolgeranno in Russia, e per fare ciò sarà necessario giocare una grande Coppa America contro avversari di valore. Da un punto di vista strettamente tecnico, il nuovo allenatore brasiliano, ritiene che si devono rilanciare le caratteristiche del calcio verdeoro, ma che sarà importante anche prendere esempio dall'organizzazione delle altre squadre, prima fra tutte la Germania campione del mondo. Dopo essere stato capitano del Brasile che nel 1994 vinse il mondiale in Usa battendo l'Italia ai calci di rigore, Dunga si è già seduto sulla panchina della Seleçao dal 2006 al 2010, vincendo una Coppa America nel 2007 e la Confederations Cup nel 2009. Andò via nel 2010, dopo l'eliminazione ai quarti di finale del Mondiale sudafricano per mano dell'Olanda. A quattro anni di distanza, per lui ricomincia l'avventura con la nazionale del Brasile, seppellita dai goal e dalle umiliazioni inflitte sul campo sia dalla Germania che dall'Olanda nel campionato mondiale giocato in casa.

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