Come un fulmine a ciel sereno, ieri sera intorno all'ora di cena la notizia che non ti aspetti: Conte lascia la Juve. Dimissioni arrivate in circostanze strane, a ritiro iniziato da un paio di giorni. A giugno si era parlato di un possibile addio di Conte, con le big d'Europa pronte a ricoprirlo di milioni, ma le condizioni per il proseguo del rapporto sembravano essere trovate. La stessa Juventus twittò così: "Allenatore della Juventus 2014/15: Antonio Conte".

Attenzione però, nel comunicato venne indicata una sola stagione, segno che il rinnovo del contratto, in scadenza 2015, non era stato sancito. Sembrava solo posticipato a stagione in corso, ma rileggendolo ora si può supporre che i primi accenni di attrito risalissero proprio a quel prolungamento mancato.

Conte ha chiesto alla dirigenza acquisti di livello per competere con le big europee e giocarsi le proprie carte nella Champions, terreno dove ancora la sua Juve non ha mostrato la stessa forza e lo stesso dominio del campionato.

Lo scudetto non basta più né a lui né ai tifosi, e se nella quarta stagione fosse arrivato un altro fallimento europeo la sua figura di top allenatore costruita finora poteva essere ridimensionata, pregiudicandogli magari panchine prestigiose. In questi giorni il mercato Juve ruota intorno alle cessioni di Vidal e/o Pogba, pupilli del tecnico che li ha cresciuti e lasciati nel grande calcio. In entrata si parla di Iturbe, che appare più un ripiego al mancato arrivo di Sanchez (altro giocatore che il tecnico salentino avrebbe voluto) e Morata è una scommessa che deve dimostrare tutto il proprio valore, soprattutto in campo internazionale.

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Con queste premesse Conte non se l'è sentita di iniziare una nuova stagione ed ha scelto le dimissioni, le seconde dimissioni importanti dopo quelle di Prandelli, usanza che in Italia si era vista molto raramente negli anni passati. Cosa cambia ora nella Juve? La perdita di un tecnico carismatico come Conte si farà sentire. L'ex allenatore bianconero dava tanto ai propri giocatori in termini di cattiveria agonistica e di voglia di vincere.

In seguito alla squalifica per il calcioscommesse, Conte fu costretto a vedersi un paio di mesi della sua squadra nello Sky box e i giocatori soffrirono la sua assenza e le sue grida a bordo campo.

Difficile trovare un sostituto all'altezza, in pole per la panchina si fa il nome di Allegri. Queste dimissioni saranno state accolte bene a Roma e a Napoli: se fino ad ora la Juve sembrava la chiara favorita per lo scudetto, questa nuova situazione di incertezza potrebbe far perdere consapevolezza e fiducia ai giocatori bianconeri, a vantaggio della compagine romanista e partenopea.

Si preannuncia quindi un campionato più equilibrato. E Conte? Le panchine che desiderava sono ormai occupate, difficile rivederlo su una panchina di un club italiano, qualche rumors lo vorrebbe come nuovo Ct azzurro. Chi vivrà, vedrà.

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