"Questi non hanno le p..." Il labiale di Walter Mazzarri, dopo il secondo o terzo gol del Cagliari, non dava adito a dubbi. Così il mister nerazzurro, sconsolato, si confidava con lo staff in panchina. Dopo il suicidio di Yuto Nagatomo, due gialli in 5 minuti, al quale la fascia di capitano deve aver dato alla testa; da quel momento l'Inter ha praticamente smesso di giocare, permettendo al Cagliari un gol per ogni tiro, senza dimenticare il rigore parato ancora una volta dallo specialista Samir Handanovic. Come a Palermo dopo l'erroraccio di Nemanja Vidic, con una squadra in bambola per 30 minuti. Ma alla Favorita c'erano in campo giocatori più in palla, che hanno vacillato si ma senza crollare.

Alternative improponibili

La lista, ormai affollatissima, di coloro che gridano Mazzarri vattene non rammenta quanti allenatori sono stati cambiati, prima e dopo l'era Mancini-Mourinho.

Anche perché le alternative che circolano tra i supporters nerazzurri sono da scappottamento: Walter Zenga, grande portiere e grande cuore nerazzurro ma la sua esperienza da allenatore non è stata esaltante, Luciano Spalletti che è riuscito a farsi esonerare dallo Zenit, in un campionato dove correva praticamente da solo. L'unico per il quale potrebbero esserci delle tentazioni è Roberto Mancini. Il "Mancio" conosce l'ambiente, dai cui è uscito a malincuore (seppur lautamente risarcito), ha preparato l'ossatura del Triplete ed è disponibile subito. Costi permettendo, perché un esonero significherebbe doppio costo. Ovviamente Erik Thoir sta cercando di gestire la società con modalità manageriali e difficilmente vedremo ancora-per fortuna- allenatori confermati al mattino ed esonerati la sera.

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I soliti errori

Detto questo è evidente che Walter Mazzarri non può essere esente da critiche. E dovrebbe sciogliere i molti dubbi che ci arrovellano. Perché se -a ragione-parla di mancanza di attributi, dovrebbe spiegare chi deve dare le motivazioni, chi deve toccare determinate corde se non lui. Ha ammesso le proprie responsabilità, sulle scelte di turn over, che di fatto hanno indicato alla squadra che si poteva sottovalutare l'avversario. Anche a Napoli era già accaduto, rimediando brutte figure. Possibile che non faccia tesoro delle esperienze? Quell'esperienza che lo aveva fatto preferire a ad Andrea Stramaccioni (ultimo regalo dell'era Moratti). Eppure lo scorso anno l'Inter di Mazzarri ha totalizzato solo 3 punti in più del predecessore, senza aver giocato metà stagione in Europa e senza- onore ai preparatori- uno stillicidio di infortuni.

È possibile che Mazzarri non solo debba portare a compimento la crescita di questa Inter ma anche di se stesso. Dovrà allora cogliere l'occasione e crescere insieme ai suoi giocatori, dotandoli soprattutto di personalità. Altrimenti se le cose a fine stagione rimarranno così, a questo punto si dovranno fare dei bilanci. Come fanno le società serie senza gli isterismi che stanno pervadendo i cuori nerazzurri