Brutta tegola in casa Fiorentina, il calciatore Giuseppe Rossi si ferma ancora. Stavolta per 4-5 mesi, come annunciato dal comunicato ufficiale della società. L'attaccante viola il 14 agosto, vigilia della sfida al Real Madrid, si era fermato in allenamento. I primi responsi parlavano di una contrattura a livello muscolare. Dopo pochi giorni il pessimismo aumentava e la necessità di tornare in Colorado, dal professor Steadman, per una nuova operazione. Sembrava un infortunio da nulla, poi i misteri, le solite voci, infine le dichiarazioni di ieri. L'artroscopia al ginocchio destro e poi il comunicato, arrivato come una doccia gelata: il rientro previsto per 4-5 mesi.

Nel dettaglio, l'intervento è riuscito, il legamento ha retto. L'esame ha evidenziato una buona stabilità del neo legamento crociato già precedentemente operato. Adesso, però sarà necessario intervenire nuovamente proprio su quel crociato, per sistemare la vite. Possibile dunque che si tratti di precauzione, (ricordando anche il caso Gomez l'anno passato) ma tutto il popolo viola, e il mondo del calcio in generale si stringono intorno a Pepito, un ragazzo falcidiato dagli infortuni, e perseguitato dalla sfortuna.

Il suo ritorno in Italia, con la maglia viola, sembrava aver scacciato definitivamente i fantasmi degli ultimi due anni. Un girone d'andata da protagonista, in vetta alla classifica marcatori; poi quel 5 gennaio, un nuovo intervento, un altro calvario, l'illusione di andare al mondiale.

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Infine una nuova partenza, a Moena, non giocando le prime amichevoli, ma seguendo un programma di potenziamento, i primi gol spettacolari e poi ancora uno stop. Una via crucis che sembra non finire mai. Ieri, dopo la partita in amichevole contro il Lugano, tutti i suoi compagni di squadra gli hanno inviato parole di pronta guarigione e di un veloce ritorno in campo.

Adesso, non ci vorrà fretta di rientrare, come invece era accaduto lo scorso gennaio. Potrebbero quindi anche essere di più i 4 mesi ipotizzati dallo staff medico. Per questo il tempo di recupero resta soltanto indicativo: c'è in gioco la sua carriera. Un rientro affrettato e stavolta potrebbe scriversi, davvero, la parola fine. Montella dovrà, quindi, essere bravo a sostituirlo con i giocatori a disposizione (le alternative non mancano), ma sarà una missione complicata fare a meno del numero 22, già soprannominato "il Fenomeno" dalla curva Fiesole. Tutti si augurano che sia in grado di superare l'ennesimo ostacolo di una carriera di un calciatore fortissimo, ma allo stesso tempo sfortunato. Ne hanno bisogno tutti: dalla squadra, al calcio italiano in generale.