Non è certo una novità che quella che un tempo era chiamata la Vecchia signora - la Juventus - non risulti troppo ferrata per il pur stimolante palcoscenico europeo. La sconfitta patita in Grecia, contro lo scorbutico Olympiakos dell'ex Palermo Kasami ha lasciato ferite profonde, anche perché fa il paio col ko rimediato a Madrid, sponda Atletico. 3 punti in 3 gare (all'attivo solo la vittoria all'esordio col Malmoe che aveva illuso i tifosi) non sono decisamente sufficienti per pensare in grande ma soprattutto è l'autostima dell'undici bianconero che vacilla e scema, perché viente il dubbio che giocare nella serie A italiana non alleni troppo a ben altre tenzoni sportive.

La Champions League non è il campionato italiano

Ha dunque ragione chi sostiene che 20 squadre per la A sono troppe? C'è troppo divario tra le prime dieci e le altre? E' un'ipotesi da prendere in considerazione anche questa, ma la sensazione è che l'organico vada puntellato con due-tre elementi di grande personalità e di caratura tecnica davvero internazionale: parlo di calciatori più di altri abituati a spingersi là dove osano le aquile, verso vette di notevole livello, perché ambiziosi e capaci, perché non si arriva in finale di Champions League per caso.

Nessuna squadra può arrivare in finale se non è davvero attrezzata. Alla Juventus di Allegri, ma anche a quella di Conte, in questo senso mancava qualcosa, chiamatela convinzione, personalità, tenacia, volontà.

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La sostanza non cambia. A questo punto tutto torna in discussione: perfino il modulo tattico.



Non traggano in inganno le ottime parate di Consigli del Sassuolo e di Roberto dell'Olympiakos: in queste due gare non abbiamo visto la solita Juventus e a questo punto sorge perfino il dubbio che le vibranti polemiche del post Juve-Roma possano aver innervosito un ambiente che da anni deve fare i conti con costanti riferimenti a presunti favori arbitrali e conseguente invocazione dell'introduzione della moviola in campo.



A questo punto la gara contro l'Olympiakos allo Juventus Stadium diviene di fondamentale importanza ai fini del proseguimento nella manifestazione, ma a giudicare da quel che si è visto all'andata non sarà facile incamerare i classici tre punti anche perché i greci hanno elementi come Afellay che in contropiede possono creare grossi guai a Pirlo e soci, obbligati per motivi di classifica ad attaccare.