Quando ti segnano due gol così - due perle - c'è ben poco da fare. Ad essere pignoli si potrebbe recriminare che, sul secondo gol della Fiorentina, non vi è stato un raddoppio di marcatura. Forse. In questi casi parlare di tattica, pressing, posizionamento non ha alcun senso. I nerazzurri però non sono stati aggressivi, è mancata la cattiveria che dovrebbe esserci quando sei in svantaggio. Evidente segnale che psicologicamente i giocatori sono fragili e demotivati. L'Inter gioca ordinatamente, tessendo alcune triangolazioni interessanti, sfiorando il pareggio con Maurito Icardi. Il quale se viene servito diventa pericoloso, altrimenti è solo spettatore non pagante.

Però manca la luce di Mateo Kovacic ad accendere il gioco. Quindi tutto passa per le fasce dove Danilo D'Ambrosio inizia la gara stile EL. Con personalità, cercando sempre di saltare l'uomo. Dall'altra parte Dodò è più lento a carburare ma poi si mette a sgroppare anche lui sulla fascia, scaldando le mani a Neto. Nel secondo tempo le cose non cambiano. La Fiorentina per alcuni tratti si difende in 10 ma manca l'idea e manca la testa. Walter Mazzarri prova a fare qualcosa, posizionando a quattro la linea difensiva e mettendo Hernanes a fare il trequartista. Kovacic sembra trarne giovamento ed è più ispirato. Pia illusione. Quando Tomovic salta come dei paracarri tre difensori, si comprende che non hanno più nulla da dare, se mai hanno dato.

Sorgono concreti dubbi sulla coesione tra il mister, ed almeno una parte della squadra.

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Non è ragionevole ipotizzare che WM abbia smarrito la strada percorsa con il Napoli. Ergo i messaggi non arrivano a destinazione o non sono ascoltati. Mazzarri potrebbe anche non essere un allenatore idoneo a vincere una Champions ma in questo momento l'Inter è solo una squadra discreta con ampi margini di miglioramento, il pane del livornese. E'giunta l'ora delle scelte. In passato Mancini e Mourinho ebbero la forza di prendere per il bavero - e non solo metaforicamente - giocatori non integrati con il gruppo, poco propensi al sacrificio o solo poco intelligenti. Mazzarri per non essere l'alibi pronto per l'uso ad ogni sconfitta, deve fare la stessa cosa. Avendo il vantaggio di non avere ingombranti presenze negli spogliatoi e un presidente che non vuole essere il papà dei calciatori. Ed un periodo di sosta del campionato. Difficilmente ci sarà un'altra opportunità.