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Da indiscrezioni ricevute in giornata, pare che ormai Giancarlo Betta, il restauratore di Siracusa, abbia le ore contate come allenatore dell' Akragas. Sembra possibile il ritorno in sella della formazione agrigentina di Andrea Sottil. Quell' Andrea Sottil che ha avuto nell'estate del 2014 una piccola parentesi da allenatore dell' Akragas, in attesa di un ripescaggio in Lega Pro mai arrivato.

Regresso - Betta

L'allenatore di calcio siracusano è arrivato all' Akragas, ed ha diretto il primo allenamento il 3 Agosto a Zafferana Etnea; prese il posto di Andrea Sottil, che ricordiamo, lasciò l'Akragas in quanto questa non fu ripescata in Lega Pro. Tanto Sottil quanto Betta, ricevevano una panchina la cui eredità, lasciata da Pino Rigoli, era davvero pesante. Due anni di calcio giocato con una promozione diretta ed una finale play - off persa solo ai rigori; una squadra che a tratti è sembrata più forte di quel Savoia, che si diceva fosse "ammazzacampionato". Bel calcio insomma visto all' Esseneto per ben due anni di fila. Fino all'arrivo di Betta. Inizialmente il bel calcio giocato sembrò andare a favore di mister Betta; tant'è vero che nella partita di Coppa Italia giocata a Catanzaro solo 6 giorni dopo il suo arrivo e persa 2 a 0, gli elogi verso Betta e la squadra uscivano fuori da tutti i pori. Tutti facevano la fila per strapparsi di dosso i vestiti e dispensare elogi. Ma la squadra era quella lasciata da Pino Rigoli; poi arrivò lo stravolgimento di modulo e di giocatori in campo. E' vero che la rosa dei biancoazzurri permette un ricambio di valore immediato, ma il pubblico agrigentino non ha mai ben compreso le scelte tecniche di Betta. Lasciare fuori giocatori come Bonaffini, Assenzio, il calciatore della Nazionale Italiana di Serie D Aprile, o Daniele Arena, ma anche Sasà Astarita o Savanarola, è sembrato sempre un mistero. Poi se i risultati, in termini di gioco e geometrie, non sono mai arrivati allora è sicuro che la colpa non sia poi dei giocatori in campo. Fino all'epilogo della scorsa domenica quando il pubblico agrigentino allo stadio, spazientito per il gioco da oratorio espresso fino a lì, ha chiesto con i fischi a fine partita l'esonero di quello che avrebbe dovuto restaurare il "post - Pino Rigoli" all' Akragas. D'altronde "Vox populi vox dei".

La scheda di Sottil

Sembra ormai certo il ritorno di Andrea Sottil, ma è meglio attendere l'ufficializzazione. Torinese di Venaria, classe '74, difensore centrale che ha militato per tanti anni in Serie A. Ma noi lo ricordiamo con la maglia dell'Udinese e molto più recente, ormai quasi a fine carriera, con la maglia numero 6 del Catania Calcio, nel 2006, dopo la promozione in Serie A. Da allenatore dopo aver iniziato la carriera solamente 3 anni fa con i giovanissimi del Lucento, passa ben presto ad allenare il Siracusa che finisce la stagione 1^ in classifica, ma per problemi societari la squadra viene penalizzata di 5 punti, finendo il campionato in terza posizione e successivamente non centrando l'obiettivo play - off. Passa quindi ad allenare il Gubbio e successivamente il Cuneo, non demeritando mai. Ha frequentato il corso per allenatori nel 2012 alla scuola allenatori diretta da Renzo Ulivieri, insieme ad Inzaghi, Stramaccioni, Fabio Cannavaro, Campedelli, Mark Juliano e Marco Materazzi. Pare che Sottil, l'allenatore lo faccia di mestiere, e che non abbia nessun contratto part-time con rivendite di bibite e gazzosa. Che sia ben chiaro.