Correva l'Epifania e la Roma vinceva, tra mille polemiche, a Udine con il gol/nogol di Astori, volando a 39 punti a -1 dalla vetta dalla Juve, fermata sul pari dall'Inter.  Quel giorno ha portato via con sè, oltre che tutte le feste, anche la Roma e il suo gioco. Sono passati più di due mesi e la squadra di Garcia si ritrova a -14 dalla Juve, ha abbandonato ogni velleità di sogno scudetto e rischia anche di perdere il secondo posto, col fiato sul collo, in primis dei cugini laziali a -1, per arrivare al Napoli a -4 e a Fiorentina e Sampdoria rispettivamente a -5.

Fuori dalla Champions League a Dicembre, fuori dalla Coppa Italia a Febbraio, fuori dalla lotta scudetto, l'unico obiettivo per dare un senso alla stagione rimane la vittoria dell'Europa League e la strenua difesa del secondo posto.

Ma cosa è successo alla Roma? Quale misteriosa "malattia" la attanaglia ormai da mesi e perché non si riesce a porre un rimedio o a trovare una cura? E' sicuramente una Roma in debito di ossigeno, figlia di una preparazione sbagliata.

La squadra, nonostante il possesso palla, alquanto sterile, dà l'impressione di passeggiare in campo e i preparatori atletici - Rongoni su tutti - sono finiti nel mirino. Il mercato di gennaio, poi, è stata l'autentica zappa sui piedi. Tardivo e con scelte di giocatori alquanto discutibili, non tanto nel valore, ma sull'apporto, finora nullo degli interpreti.

Garcia, autentico condottiero l'anno scorso, quest'anno sembra in estrema difficoltà e incapace di gestire le difficoltà, nonostante i numerosi proclami e le numerose smentite di facciata.

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A.S. Roma

Tutto ciò condito anche dalla mancanza e dall'appoggio di una società forte alle spalle. Serviva veramente la sconfitta con la Sampdoria in casa per capire che nel giocattolo Roma qualcosa si è rotto? Perché fingere che andava tutto bene? E' davvero tutto da buttare questo percorso? E' necessario davvero un totale rimpasto societario, di allenatore e giocatori? Le colpe sono sempre di tutti e da condividere, ma ancora un piccolo barlume già c'è a partire da giovedì.

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