Il mese di giugno si avvia alla conclusione e per il Genoa, inteso come Società, sono giorni di rara intensità. In un contesto avvelenato dalle scorie della mancata licenza Uefa e reso ulteriormente indigesto per la prima ondata di cessioni eccellenti, il Grifone dovrà ora sorvolare gli ultimi ostacoli prima di lanciarsi verso la prossima stagione. In molti, nell'ambiente, confidavano in questo giugno evocato come spartiacque da Enrico Preziosi in diverse occasioni ma che, nei fatti, sta assumendo connotati di stallo.

Come noto, tra il 27 e il 28 giugno si terrà l'assemblea degli azionisti, che permetterà di conoscere il bilancio 2014 del Genoa ma stamattina, grazie a quanto riportato in anteprima dal Secolo XIX, alcune indiscrezioni consentono di avere se non altro un quadro meno nebuloso. E anche meno fosco dato che, stando a quanto scritto stamane sullo storico quotidiano genovese, i "famosi" 4 milioni di pendenze con club stranieri sarebbero stati risolti.

Nella fattispecie, Vrsaljko con la Dinamo Zagabria e Fetfatzidis con l'Olimpiakos.

Questioni che, assieme ad altre minori ma non meno fastidiose (una su tutte, Ze Eduardo) hanno compromesso la possibilità del Genoa di giocarsi quell'Europa League meritata sul campo con l'ulteriore beffa del ripescaggio della Sampdoria. Così come sarebbero state risolte le pendenze estere (meglio tardi che mai) non sussisterebbero criticità sul fronte interno.

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Ancora una volta è stato ribadito come la recente visita Co.Vi.Soc fosse un atto dovuto e che riguarda tutte le società (a luglio gli esiti) così come sono stati pagati gli stipendi di marzo.

In corso di pagamento anche quelli di aprile, per una situazione lontana anni-luce dal Parma e che non lascia prefigurare nessuno scenario catastrofico. Quindi nessuna sorpresa legata agli stipendi o all'Irpef con annesse penalizzazioni o, peggio, mancata iscrizione alla Serie A sembra essere all'orizzonte per il Genoa; con buona pace dei sempre più numerosi avvoltoi, mediatici e non, costantemente aleggianti.

Il "rosso" in bilancio è comunque presente, sempre stando alle anticipazioni de Il Secolo XIX: la passività ammonterebbe ad appena 6,5 milioni di euro (1,625 dei quali in carico alla fondazione Genoa per il suo 25%) che saranno verosimilmente coperti da Enrico Preziosi. Debiti comunque in calo rispetto alla chiusura del 2013 (10 milioni) e per lo più interni. Il maggior azionista, come già ricordato nei giorni scorsi, ha effettuato un aumento di capitale da circa 26 milioni senza contare gli introiti già sicuri, scaturiti dalle prime operazioni di calciomercato.

I dati fanno comunque riferimento alla chiusura del 2014 e, per il primo semestre del 2015, secondo le anticipazioni del Secolo è possibile il ritorno a macinare qualche piccolo utile.

Tra pochi giorni le carte saranno svelate, anche se l'appuntamento principale è probabilmente quello di fine anno quando si chiuderà l'esercizio in corso col relativo bilancio. E fino ad allora ne potrebbero accadere tanti, di eventi.

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