Dopo le vittorie con Atalanta e Palermo il Genoa ha trovato, questo pomeriggio allo stadio 'Bentegodi' un pareggio per 1-1 resistendo in apnea al ritorno di un Verona che, colpito ma non a morte, dalla punizione di Suso deviata da Coppola, ha aggredito il Grifone non riuscendo però a scoccare il colpo ferale.

Buon avvio del Genoa, poi monologo Hellas

Nei primi 45 minuti, il Genoa ha dimostrato superiorità e sciorinato giocate belle da vedere con gli esterni, Suso e Perotti, ispirati e in grado di procurare, anche con gli inserimenti dei centrocampisti, i presupposti giusti per delle azioni pericolose.

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Così, dopo la rovesciata di un Pavoletti oggi meno ispirato di altre volte ma comunque presente, ci ha pensato Suso a sbloccare una gara che il Genoa non ha saputo chiudere a differenza di quanto fatto a Bergamo. Grifone che ha ceduto alla enorme voglia e alla forza della disperazione scaligera ma anche ai suoi limiti: specie nell’occasione del pareggio di Pazzini, che ha posto fine all’imbattibilità della porta di Perin che durava dal secondo tempo (dopo la terza rete doriana) del derby, non senza il ‘solito’ aiuto dei centrali genoani.

Il riproposto (per la squalifica di Burdisso) De Maio, ha spianato la strada a Ionita con un intervento goffo, da cui è scaturito l’assist a Pazzini per il più facile dei gol. Nella ripresa un monologo gialloblù sembrava presagire al sorpasso imminente con prima vittoria degli scaligeri allenati da Del Neri. Niente di tutto questo e, anzi, dopo aver resistito al forcing, un Genoa maggiormente cinico avrebbe potuto forse beffare i padroni di casa quando, dopo un calo nell’ultima decina di minuti, le scorribande di Laxalt e Cerci hanno partorito azioni potenzialmente pericolose.

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Occasione persa ma buon punto per il Grifone

Pavoletti ha fallito due colpi di testa su cross di Marchese e Cerci (buon impatto il suo nella ripresa) benché nessuno dei due gesti tecnici fosse semplice, mentre Rincon (il migliore in campo) si è visto deviare negli ultimi secondi il tiro del possibile nuovo vantaggio. Un pari che, anche alla luce delle parate di Perin e di azioni non adeguatamente finalizzate a seguito di un forcing estremo del Verona, può andare più che bene al Genoa. Peccato che, in ottica genoana, in classifica cambi poco a seguito del pareggio in extremis del Carpi (sempre a -5 dal Genoa) a Milano con l'Inter, per quanto l’aver agguantato la Sampdoria costituisca di per sé una buona ragione per preparare al meglio la sfida contro la Fiorentina, che darà il via a un ciclo di ferro.

Per la salvezza c’è tempo ma il Genoa, quadrato e capace di soffrire senza troppi danni, comincia a convincere al di là dei punti che continuano a servire.

Mercato importante ma il Genoa c’è

Occorre intervenire in maniera oculata ma decisa sul mercato: un difensore veloce, un centrocampista e una punta di riserva (considerando Ansaldi o Rincon adattabili a destra) sono necessari al di là di come si concluderà la querelle Perotti. La gara di oggi ha dimostrato come la coperta di Gasperini sia corta, essendo stato costretto a rilanciare Marchese e De Maio, unico insufficiente di giornata.

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Spostare Rincon a destra con Dzemaili e Rigoni mediani e riportare Ansaldi nel trio di difesa, forse avrebbe potuto funzionare ma ormai è troppo tardi per poterlo sapere. Il Genoa, al terzo risultato utile di fila, è in ogni caso tornato e ha tutte le carte in regola per concludere senza disastri una stagione, nella quale occorrerà ancora tanta pazienza da parte di tutti. Verona, invece, destinato salvo miracoli alla B nonostante la buona volontà.