Il Napoli di Maurizio Sarri chiude positivamente il 2015 con una vittoria sul difficile campo dell'Atalanta, squadra che ad oggi in casa ha perso una sola gara. Mattatore della partita, neanche a dirlo, ancora Gonzalo Higuain con una doppietta. L'altra rete, invece, è stata siglata da Marek Hamsik su rigore, il quale ha così interrotto un digiuno dal dischetto che andava avanti dal 2011, sebbene abbia poi confermato il suo scarso feeling coi penalty sbagliandone un altro concesso ai partenopei.

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Per l'Atalanta è andato invece a segno 'El Papu' Gomez, che ha siglato il momentaneo vantaggio degli orobici. Risultato finale: 1-3 per gli azzurri.

Sarri ricorda con fierezza quanto fatto dal suo Napoli

Giustamente soddisfatto il tecnico Sarri, consapevole di aver vinto su un campo ostico.

Intervistato dopo la gara coi bergamaschi da Mediaset Premium, il tecnico ha ricordato che la sua squadra ha vinto 17 delle ultime 20 gare stagionali disputate. Quanto a Higuain, l'allenatore ricorda anche come gli siano offerte palle-gol nitide da quando lui è in panchina. Dunque se 'El Pipita' segna è anche merito della squadra. Ammette di stare curando anche di più i calci da fermo, dato che la squadra non aveva tanta cultura in merito. Una menzione su Mertens, che ha giocato solo 25 minuti, ma di grandissimo livello. Domanda immancabile sul mercato, a cui il tecnico toscano con origini napoletane ha risposto che sentirà presto De Laurentiis, attualmente impegnato con la promozione del film ''Natale col Boss''. Non è mancata, infine, una frecciatina sulla pausa natalizia.

Sette giorni di ferie sono troppi

Tra una domanda e l'altra, Sarri ha avuto parole di elogi sulla Premier League, soprattutto per la cultura del lavoro che c'è in Inghilterra.

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E così si è scagliato contro la pausa natalizia, a suo dire eccessivamente lunga. Del resto, in Premier si gioca anche il giorno di Santo Stefano. Sarri si dice ''contrario a questi 7 giorni di riposo, non c'è uno sportivo che sta fermo per sette giorni''. Una pausa dannosa non solo per gli stessi atleti, ma anche per i tifosi, che a suo dire sarebbero privati dello spettacolo proprio quando hanno più tempo per goderselo. E oltre alla Premier, ha citato anche la Serie B, altro torneo che gioca durante le feste. Insomma, un Sarri in versione Grinch. Ma con una grande cultura del lavoro stile british.