Le strade di Massimiliano Allegri e la Juventus, pare che a fine stagione siano destinate a separarsi. L'avventura di Max, dopo due anni sulla panchina bianconera, con un clamoroso "triplete" sfiorato la scorsa stagione, e in corsa per tutti gli obiettivi quest'anno, sembra essere giunta al termine. D'altra parte una domanda sorge spontanea: che cosa si potrebbe chiedere di più al tecnico livornese?

Non dimentichiamo la burrascosa estate 2014, quando Conte in piena preparazione estiva, decise di dimettersi. La società bianconera decise di affidare la guida tecnica della squadra a Massimiliano Allegri. Il tecnico arrivò a Vinovo in un clima a dir poco surreale, con uno scetticismo unico da parte dei tifosi. La società ha individuato in lui l'erede di Conte appoggiandolo incondizionatamente fin da subito.

Attraverso i risultati, Allegri è riuscito a guadagnarsi la fiducia e la stima dei tifosi bianconeri, compiendo una stagione fantastica, che sarebbe potuta diventare trionfale, con la conquista della Champions (sfumata nella finale di Berlino col Barcellona). Nell'estate 2015, nella fase di calciomercato, Allegri perde pedine importanti del suo scacchiere (VIdal, Tevez, Pirlo) e, nonostante l'arrivo di giocatori importanti come Dybala, la squadra stenta a vincere ad inizio stagione.

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Complice anche il mancato arrivo di un trequartista (Draxler o Oscar) tanto richiesto da Allegri, la squadra non riesce a decollare e nuovamente il tecnico livornese finisce sotto il mirino delle critiche. 

Ecco i motivi per cui Allegri potrebbe lasciare la Juventus

E' noto che alla Juventus, l'unica cosa che conta è vincere e se per una stagione non si raggiungono dei traguardi, i mugugni sono dietro l'angolo.

Allegri ha vinto tutto in Italia con la Juventus. Conquistare nuovamente il titolo, sarebbe solo l'ennesima conferma della squadra quattro volte campione d'Italia. Ecco perché Allegri, bada ad un trofeo più importante in casa Juventus: la Champions. L'impresa è sicuramente ardua, agli ottavi i bianconeri se la vedranno con il Bayern Monaco di Guardiola, che nonostante le vicende di uno spogliatoio spaccato rimane una corazzata.

Qualora la Juventus dovesse superare nel doppio confronto i campioni di Germania, l'unico ostacolo sulla strada di Milano sarebbe ancora una volta rappresentato dal Barcellona di Luis Enrique. Dati alla mano, la squadra di Allegri, in Europa, è inferiore solo ai campioni di Germania e alla squadra catalana. Allegri, quindi, non avrebbe più stimoli a rimanere sulla panchina bianconera. A maggior ragione, se la Juventus dovesse riuscire nell'impresa anche solo di arrivare nuovamente in finale di Champions, Allegri andrà via.

D'altronde anche Marotta è stato chiaro: alla Juventus nessuno è indispensabile se non il gruppo stesso. Il richiamo d'Oltremanica è troppo forte. Al di là dell'aspetto economico, Allegri sa bene che una panchina come quella del Chelsea non può essere rifiutata. Starà a lui riuscire a lasciare la Juventus da vincente. Chi sarà il suo successore sulla panchina bianconera? Tanti nomi sono stati fatti: dal ritorno di Conte a Deschamps, Emery e per ultimo Manuel Pellegrini. L'uomo giusto individuato dalla società bianconera sarebbe però Paulo Sousa. Una dura battaglia potrebbe profilarsi all'orizzonte con la Fiorentina, visti i pessimi rapporti tra le due società. Ma questa è un'altra storia. La palla ora passa ad Allegri. Lui, come sempre, è abituato a far parlare il campo. Magari pronto ancora una volta a far tacere tutti.

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