Serviva una grande prestazione e 3 gol agli uomini di Spalletti in casa del Real per ribaltare lo 0-2 dell'Olimpico, e invece i giallo-rossi tornano a casa con una sconfitta maturata tra il 64' e il 68', dopo un'ora di gioco sì sofferta, ma in cui troppeghiotte occasioni per passare in vantaggio sono state sprecate.Gli spagnoli guadagnano, per il sesto anno consecutivo, il pass per i quarti di finale.

Gol mangiati, gol subiti

Era preventivabile il dominio territoriale dei "blancos", che hanno però dimostrato anche una precaria fase difensivanon sfruttata dalle veloci ripartenze costruite dalla Roma, in particolare conDzeko e Salah: il bosniaco gioca pochissimi palloni, soffre la pressione di Pepe, ma ha una clamorosa chance per portare i suoi in vantaggio, concludendo fuori davanti a Navas. Stessa sorte è capitata, per ben 2 volte, all'egiziano, che spacca la difesa spagnola con le sue accelerazioni, ma della rete prende solo la parte esterna.

Il Real deve anche ringraziare il suo portiere che tiene in bilico la partita con due preziosi interventi su Florenzi e Manolas. Inesorabilmente, la più spietata legge del calcio dispiega i suoi effetti e la Roma paga peri troppi errori sotto porta.

Ancora CR7

Il Real gioca col beneficio del doppio vantaggio maturato all'andata e si presenta in campo con Ronaldo punta centrale e Bale e Rodriguez sulle ali.

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Champions League A.S. Roma

La squadradi Zidane attacca con molti uomini nella metà campo avversaria, addirittura contemporaneamente con i 2 terzini, Danilo e Marcelo. Ciò ovviamente va a discapito della fase difensiva: basta un errore d'impostazione per innescare le frecce giallo-rosse, Salah in particolare. Nonostante questa sofferenza e qualche imprecisione nelle conclusioni, ci pensa il solito Cristiano Ronaldo a chiudere il discorso qualificazione, con un golda vero centravanti, malgrado non ami particolarmente questa posizione. Pochi minuti dopo, il portoghese serve il pallone del 2-0 a Rodriguez, che affossa definitivamente i giallo-rossi.

Ovazione per Totti

Il "Bernabeu" è da sempre teatro di grande spettacolo calcistico per la miriade di fuoriclasse che hanno solcato il suo prato. Sebbene spesso è territorio ostile per i propri beniamini, dimostra grande sportività nei confronti di illustri avversari: così come accadde con Del Piero nel 2008, così è avvenuto all'ingresso in campo di Francesco Totti, nel momento in cui ha sostituito El Sharaawy.

Con la qualificazione ormai andata, rimane questa piccola grande ultima soddisfazione in campo internazionale per il capitano.

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