Tutti avevano supposto che il derby umbro di serie B tra Perugia e Ternana valido per la 4° giornata sarebbe stato all'insegna di un finale thrilling. Nessuno avrebbe osato immaginare che la tensione calcistica si sarebbe trasformata in un vero e proprio dramma umano. Il Perugia partiva favorito, ma dopo il classico "un tempo ciascuno" la partita si incanala nella ripresa sull'1-1.

Ma non è questa la cosa più importante, purtroppo.

Già nel corso del secondo tempo si era notato un certo movimento sulla gradinata di fronte alla tribuna autorità con uomini del servizio d'ordine e personale medico impegnati a raggiungere i gradoni del Renato Curi per prestare soccorso a una persona che aveva accusato un malore. Anche in Curva Nord, dove erano assiepati gli ultras del Perugia, un tifoso si era sentito male, tanto da rendere necessaria l'apertura del cancello per consentirne l'uscita dallo stadio.

Nessuno poteva immaginare che all'87° minuto la partita venisse di fatto interrotta dagli stessi tifosi e dai giocatori in campo, mentre l'arbitro e il delegato della Lega di Serie B a bordo campo si scervellavano per capire come poter - da regolamento - condurre la partita verso la fine in modo regolare. All'87° minuto i tifosi allo stadio si rendono conto della gravità della situazione in gradinata.

Cominciano a circolare le prime notizie. Un uomo di 62 anni, tifoso del Perugia e originario di Gualdo Tadino, viene colto da infarto. Purtroppo si riveleranno inutili i soccorsi e il massaggio cardiaco.

Saranno le sedi competenti a giudicare se il defibrillatore sia, come è stato riportato da alcuni organi di stampa, giunto sul posto con 20 minuti di ritardo. Restiamo alla cronaca di quanto visto e vissuto al Renato Curi: i tifosi del Perugia entrano in campo, tolgono gli striscioni e chiedono ai giocatori di sospendere la partita.

L'arbitro, il signor Ghersini di Genova, si trova palesemente in difficoltà. Vorrebbe condurre la partita fino al 90° e allora cosa fa? Dopo qualche minuto di pausa, quando la situazione sembra tornata alla normalità, con lo stadio intero che invoca la fine dell'incontro per agevolare le operazioni di soccorso, concede 8 minuti di recupero.

Le due squadre non se la sentono di continuare e restano letteralmente ferme.

Fermo anche il pallone che non si muove. Allora Ghersini, sempre più smarrito, va di nuovo a bordo campo per un nuovo conciliabolo con il quarto uomo, il delegato, i due capitani Meccariello e Del Prete e i due tecnici Carbone e Bucchi. Sembra, finalmente, prevalere il buonsenso. Si riprende dall'87° con 5 minuti di recupero, ma di fatto ne vengono giocati solo due. Le due squadre fanno la cosiddetta melina, ovvero un passaggio di pallone senza offensiva.

Quantomeno non restano fermi. Così Ghersini, passato il 90° e quindi "salvata" la regolarità della partita - del campionato e forse della storia del calcio - fischia la fine.

Il pubblico, per la prima volta forse nella storia di Perugia e Ternana, si unisce nell'applauso alle due squadre per la sensibilità dimostrata. E inonda di fischi l'arbitro e, simbolicamente, con lui, tutta la Lega di Serie B. Eravamo all'87° e si era sull'1-1, il buon senso doveva prevalere e ha prevalso. Ben diverso il discorso sarebbe stato, molto probabilmente, in caso di risultato parzialmente favorevole all'una o all'altra squadra o se il tragico episodio fosse capitato a partita in corso. Qui emergono solo due fatti: l'unità di tifosi e calciatori da una parte, la rigida severità della Lega dall'altra in un contesto che, forse, avrebbe aiutato a prendere la decisione migliore senza dover scomodare 8 e 5 minuti di recupero.

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