Un Napoli spuntato e stanco sospende i suoi sogni di qualificazione immediata agli ottavi di Champions contro un Dinamo Kiev scesa al San Paolo per ottenere la posta massima.
I primi minuti di gioco fanno intravedere un Napoli intraprendente. Zielinsky preferito ad Allan, rientro di Albiol in difesa, tridente leggero che costringe Vida e compagni a stare molto bassi. Risultato: Insigne e Mertens si trovano due volte, clamorosamente uno contro uno, con il portiere Rudko.
Poi più niente. Il Napoli si spegne contro i cosacchi ucraini: buono il loro palleggio di uscita anche se infruttuosi in attacco.
Secondo tempo sulla stessa falsariga: Mertens appare stanco per il molto girovagare, Insigne prova qualche azione personale, il duo Hysaj-Callejon manda molti cross dall'esterno destro ma sono voci nel deserto dell'attacco azzurro. Tutti aspettano Gabbiadini e Sarri lo getta nella mischia di una contesa fattasi inopinatamente complicata.
Due occasioni per l'attaccante orobico che appare oramai in fuga da Napoli. Poi solo contenimento per il pareggio. L'impressione è che il Napoli si sia spento dopo la notizia della rimonta ad Istanbul del Besiktas contro il Benfica che nel primo tempo era in vantaggio di ben 3 reti a 0. In sala stampa Sarri difende le sue scelte e vede il bicchiere mezzo pieno: "Oggi vincere o pareggiare era quasi lo stesso risultato: la nostra attuale sistemazione tattica vede la protezione della difesa come primo obiettivo.
Vinceremo sempre più partite con il minimo scarto".
Napoli e Benfica sono ora a pari merito in testa al girone - 8 punti a testa - mentre i turchi del Besiktas sono ad un punto. I tifosi sui social e nei commenti sono molto amareggiati: invocano il croato Rog - finora mai utilizzato - come panacea di tutti i mali e vedono liti intestine tra De Laurentiis e Sarri. Intanto il Napoli si prepara al monday-evening al San Paolo (28 novembre ore 19) con il Sassuolo in in attesa della decisiva sfida Lisbona contro il Benfica, aspettando notizie positive da Kiev.