Una domenica come tante, per stare insieme e per fare sport. Senza lo stress, la tensione e l'angoscia del business del calcio professionistico. Ma tutto precipita e i valori umani vanno a farsi benedire. Mentre la squadra dello Stresa, girone A del Campionato piemontese di Eccellenza, è in viaggio in pullman verso Biella per disputare la gara della 13' giornata del torneo contro La Biellese, il Team manager della squadra si sente male. Fabio Marchionini, un innamorato dello sport, amico di tutti a bordo di quel pullman. Giocatori e staff si accorgono subito che c'è poco da scherzare.
Fabio sta molto male. L'incontro fra Fabio, alle prese con una emorragia celebrale, i suoi amici e l'ambulanza avviene a Biandrate (Novara), all'altezza dell'Outlet di Vicolungo.
Nessuno è riuscito a rinviare quella partita
La squadra dello Stresa non ce la fa, non se la sente, ha il cuore a pezzi e la testa da un'altra parte. Le notizie che arrivano dall'Ospedale Maggiore di Novara, con Marchionini in coma farmacologico, rendono inconciliabile una partita di calcio con il dramma umano. La dirigenza dello Stresa contatta quella de La Biellese, telefonate partono naturalmente anche all'indirizzo del neo-eletto Presidente della Lega Nazionale Dilettanti piemontese, Christian Mossino. La Biellese vuole giocare e non c'è una procedura d'urgenza che consenta di bloccare tutto quando un esponente di una squadra, che condivide in tutto e per tutto la vita della squadra con chi va in campo, è in pericolo di vita.
Tra una telefonata con lo Stresa e una con La Biellese, il presidente dei Dilettanti piemontesi Mossino individua una data per recuperare la partita: il 30 Dicembre. Ma da Biella non arriva l'ok. Salta l'accordo, si gioca. Ma una volta per tutte: tabellino e risultato non interessano a nessuno. Mentre Fabio lottava sotto la bombola ad ossigeno, un movimento calcistico che si richiama ai ai valori del dilettantismo non è riuscito a fermarsi. Non vogliamo pensare che sia stato per motivi economici o per accavallamento con la Coppa Italia, ci rifiutiamo di scriverlo e di percepirlo. Vogliamo pensare che nella concitazione della giornata non sia arrivata l'esatta percezione di quello che stava accadendo ad uno sportivo, ad un avversario da rispettare, ad una bella persona che stava tanto male.
Stresa, oltre al danno la beffa
La giornata nera non finisce mai per lo Stresa. Da Biella, un Sito locale arriva a scrivere, sconfessato anche dagli altri media biellesi, che è stato lo Stresa a voler giocare. Ma quel collega non ha parlato con nessun giocatore e con nessun dirigente dello Stresa. Un comunicato ufficiale proprio dello Stresa chiarisce tutto.