Fernando Torres non è mai stata una semplice star del mondo del calcio, non si può paragonare a nessuno di quei calciatori che attraversano carriere gloriose, vincono di tutto e, con atteggiamento tipico del divismo contemporaneo, se ne fregano di tutto. Torres è senza dubbio un campione, etichettato spesso come talento inespresso. Proprio come un bambino El Nino è entrato in difficoltà quando le pressioni diventavano troppo pesanti; ma proprio come un bambino è riuscito a sorprendere quando la pressione lasciava spazio alla fantasia e ai sogni.

Grazie ai sogni partendo da Fuenlabrada, paese d'origine che gli ha dedicato lo stadio, è arrivato fino alla cima d'Europa e del mondo. Un numero 9 elegante nei movimenti e negli inserimenti, tecnica sopraffina e micidiale sotto porta, soprattutto in contropiede. Con l'Atletico Madrid parte dalla segunda division, dopo due anni arriva la promozione ed è capitano a 19 anni.

La stagione 2007-2008 è da paura, l'arrivo a Liverpool è condito da 24 goal che lo rendono il giocatore straniero ad aver segnato più goal in Premier league alla prima apparizione; l'Europeo in Austria e Svizzera è la consacrazione, con la sua Spagna elimina anche l'Italia ai quarti e segna il goal decisivo in finale contro la Germania.

Nella classifica per il Pallone d'oro 2008 è terzo dietro a due mostri come Ronaldo e Messi, se non fosse stato per il fatto che i risultati con i club pesano più di quelli ottenuti in nazionale, probabilmente l'avrebbe vinto.

In quell'annata sembrava che stesse nascendo una star, come Messi e Ronaldo appunto, ma Fernando Torres non è mai stato semplicemente un vip, non sposa nessuna modella ma una ragazza conosciuta a 8 anni nel suo paese, i suoi goal a Liverpool sono sempre di meno, ma intanto vince il Mondale, viene acquistato dal Chelsea dove non esplode mai definitivamente, anche se nel 2012 vince la Champions e l'Europeo, nessuno dei due da protagonista, anche se sarà difficile per i tifosi dei Blues dimenticare il goal contro il Barcellona, dove con uno dei suoi contropiedi manda la squadra di Di Matteo in finale.

Dopo la breve parentesi milanista, nel gennaio 2015 torna a casa, l'Atletico Madrid, l'anno scorso una Champions sfiorata, qualche giorno fa un brutto colpo alla testa fa spaventare i suoi fan, per fortuna nulla di grave, oggi invece spegne 33 candeline, ma non importa perché nella sua Madrid, privo dalle eccessive pressioni, Torres si diverte sempre come un bambino.

Tanti auguri Nino!

Segui la nostra pagina Facebook!
Leggi tutto