Il Milan ha subito la sua prima grave battuta d'arresto stagionale, perdendo 4-1 contro una Lazio apparsa superiore in tutto e per tutto ai rossoneri. Una sconfitta che ha lasciato pesanti strascichi, con allarmanti amnesie difensive che hanno spinto l'allenatore Vincenzo Montella all'annuncio dell'imminente passaggio a una difesa a 3, già da tempo invocato da tifosi e addetti ai lavori. Ma cosa comporterà questo passaggio e chi saranno i sacrificati? Scopriamolo insieme.

Il Milan passa alla difesa a 3: quali scenari possibili?

Gli scenari in caso di passaggio a difesa a 3 sono molteplici, fermo restando che il terzetto arretrato a difendere la porta di Gigio Donnarumma, salvo defezioni e turnover, dovrebbe essere composto dal capitano Leonardo Bonucci a fare da libero, dal rientrante Alessio Romagnoli e dal nuovo acquisto Mateo Musacchio. La soluzione più probabile è quella del 3-4-1-2, con Rodriguez e Conti (assente ieri) a coprire le fasce, Biglia e Kessié al centro, uno fra Bonaventura e Calhanoglu nel ruolo di trequartista e André Silva, Nikola Kalinic, Suso e Patrick Cutrone a contendersi le due maglie da titolare in attacco.

Il modulo sarebbe inoltre facilmente modificabile in un più coperto 3-5-2, attuabile arretrando di qualche metro il raggio d'azione del trequartista. Una soluzione equilibrata e adatta alla rosa del Milan, che però limiterebbe le doti di Suso, vero e proprio faro della passata stagione e del primo scorcio di questa, che predilige giocare sugli esterni.

L'ipotesi 3-4-3

Vincenzo Montella potrebbe quindi osare un 3-4-3 di zaccheroniana memoria, con Suso a prendersi la sua agognata fascia, André Silva, e Nikola Kalinic a giocarsi il posto di centravanti e uno fra Bonaventura, Calhanoglu e il poco convincente Borini adattato sull'altro lato.

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Una soluzione decisamente più aggressiva, che richiederebbe però un duro lavoro alla squadra per oliare i meccanismi di un modulo complicato e basato su delicati equilibri, portando inoltre uno dei due nuovi costosi centravanti a uno scarso minutaggio o alla necessità di adattamento sulla fascia, come del resto già avviene nel 4-3-3 usato dal mister nelle prime uscite stagionali del Milan.

Un rebus tattico da risolvere urgentemente

La medesima situazione si presenterebbe anche in caso di passaggio a un più fantasioso 3-4-2-1, che lascerebbe liberi Bonaventura e Calhanoglu di inventare alle spalle del centravanti, ma porterebbe a un solo posto disponibile in attacco, con conseguente perdita di spazio per molti dei giocatori offensivi rossoneri.

Tante soluzioni dunque, ognuna con i suoi vantaggi e i suoi pregi, in un rebus tattico che Vincenzo Montella dovrà risolvere al più presto nel corso delle tre competizioni giocate dal Milan.

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