La Fiorentina si presenta agli ottavi di finale della Champions League femminile con all'orizzonte un impegno al limite del proibitivo: sulla strada delle Viola arriva il Wolfsburg

L'avversaria

La formazione tedesca, allenata da Stephan Lerch, punta come sempre al bersaglio grosso: dal 2013 ad oggi hanno giocato tre finali vincendone due, e una semifinale persa con il Paris Saint Germain. Le finali vinte sono nel 2013 contro il Lione (1-0, alla prima partecipazione in assoluto nella competizione) e nel 2014 contro le svedesi del Tyreso (4-3). La finale persa è quella di Reggio Emilia del 2016, sempre contro il Lione, ai calci di rigore dopo che i tempi regolamentari e i supplementari si erano conclusi sull'1-1.

In Germania, le biancoverdi hanno conquistato il primo risultato di rilievo nella stagione 2011-2012, quando si piazzarono al secondo posto. Nelle successive cinque stagioni, sono arrivati tre scudetti e quattro coppe di Germania e un "triplete" nella già menzionata stagione 2012-2013.

Queste sono le immagini della vittoria per 12-2 nel ritorno dei sedicesimi contro l'Atletico Madrid: tripletta di Popp, doppiette di Harder, Wullaert, Dickenmann, gol di Gunnarsdottir e Graham Hansen e un'autorete. Dalle immagini, comunque viziate da una gestione difensiva delle spagnole al limite dell'agghiacciante, possiamo capire come il Wolfsburg tenda ad allargare il gioco sulle fasce laterali, dove può contare su interpreti di gran velocità, e sugli inserimenti negli spazi scoperti da parte delle centrocampiste.

Molti gol sono infatti molto simili: l'ala opposta a dove si sta sviluppando l'azione taglia sul secondo palo, la prima punta taglia sul primo e in mezzo all'area si presentano almeno in due pronte a raccogliere un passaggio arretrato o ad avventarsi sulla respinta del portiere o della difesa. Frequenti anche i lanci lunghi dalla difesa/trequarti difensiva: l'attaccante centrale rimane ferma per ricevere un pallone addosso e nel frattempo nello spazio si lancia una centrocampista.

Se la linea difensiva è piazzata male e troppa alta nel tentativo di pressione, la frittata è servita.

Chi bisogna temere

Forse potremmo fare prima dicendo di chi non si dovrebbe aver paura. Però sicuramente la dorsale centrale del Wolfsburg formata dal portiere Schult, dal difensore centrale Fischer, la centrocampista Gunnarsdottir, la trequartista Harder e l'attaccante Popp è la forza di questa squadra.

Ma non ci sono solo loro: Goessling (centrocampista), Graham Hansen e Wullaert (attaccanti, quest'ultima gioca nel Belgio, avversaria della nostra Nazionale nel girone di qualificazione al Mondiale) sono giocatrici di caratura internazionale.

Cosa deve fare la Fiorentina

Difficile da dire: la bilancia del pronostico è nettamente a favore delle tedesche. Prima di tutto, serviranno due partite sopra le righe dal punto di vista atletico, perché la grande qualità che riescono a sprigionare le formazioni del nord Europa deriva soprattutto da una condizione fisica impeccabile e difficilmente superabile. Contro il Fortuna Hjorring, la Fiorentina nella gara d'andata nella parte conclusiva di partita è andata in difficoltà dopo una gara giocata ad alta intensità soprattutto col pressing.

Se con le danesi è andata bene, giocando anche una partita ordinata al ritorno correndo sostanzialmente pochi rischi, un calo di intensità contro il Wolfsburg potrebbe risultare letale. Corsa, pressing, gioco: in che modo la Viola può mettere in difficoltà l'avversaria? Giocando negli half-spaces, i "mezzi spazi". Che cosa sono? Sono le zone di campo in mezzo ai reparti, quelli dove ci si può infilare per ricevere il pallone "relativamente liberi". Sarà fondamentale per una squadra inferiore dal punto di vista fisico gestire questo aspetto. In questo sarà decisivo l'apporto di Bonetti e Caccamo: entrambe sono veloci, abili nel dribbling e molto forti fisicamente, soprattutto l'ex Riviera di Romagna.

I loro movimenti senza palla saranno fondamentali per non dare punti di riferimento alla difesa tedesca: forte nelle situazioni posizionali, un po' meno sulle palle scoperte. Quando c'è da correre all'indietro, insomma.

Le prospettive

Ovviamente, da esordiente che cerca di costruirsi un'immagine a livello europeo, evitare di fare la figura dell'Atletico Madrid è il primo obiettivo da perseguire per la Fiorentina. Sarà importante cercare di non buttare via energie preziose nei primi minuti di partita, nei quali il Wolfsburg cercherà di mettere subito le cose in chiaro, per non ritrovarsi a corto di fiato dal 70esimo in poi, minuti in cui la freschezza fisica farà la differenza. Tenere le linee strette e la difesa non troppo alta, per lanciare in contropiede Bonetti e Caccamo, e magari anche Guagni che potrebbe essere riproposta un po' più alta (con Vigilucci alle sue spalle).

Sarà difficile mantenere la concentrazione per tutta la partita, però la crescita di una squadra passa anche da queste sfide.