Gigi Di Biagio, commissario tecnico in pectore della Nazionale, ha lasciato a casa Mario balotelli. L’attaccante del Nizza, dunque, dovrà seguire i compagni da casa nelle prossime due sfide amichevoli contro Argentina ed Inghilterra. Sembrava la volta buona che per Super Mario si potessero riaprire le porte di Coverciano ed in questo senso, nei giorni scorsi, c’era stata un’ammissione proprio da parte dell’ex selezionatore dell’Under 21 che ha gli ha preferito, tuttavia, altri nomi.

Difficile parlare di scelta tecnica perché, se è vero che i numeri hanno un peso specifico rilevante e sono molto spesso la miglior chiave di lettura nel calcio, soprattutto per gli attaccanti, quelli del centravanti sono di gran lunga superiori ai calciatori scelti da Di Biagio il quale, per giustificarne l’esclusione, non ha addotto particolari motivazioni mantenendosi, invece, piuttosto vago.

Irrinunciabili Immobile ed Insigne, prima volta per gli ottimi Chiesa e Cutrone, Belotti non vive certo il suo miglior momento, ancora non tornato su standard elevati dopo l’infortunio al ginocchio destro patito a dicembre, Candreva e Verdi sono elementi sì duttili ma abbastanza discontinui.

Balotelli, why not?

Nonostante l’etichetta di bad-boy che Mario si è cucito addosso, il suo comportamento anche fuori dal campo, da quando è al Nizza, è risultato sempre irreprensibile: niente copertine, pochi social, niente ‘balotellate’ ed un rendimento decisamente positivo, con 29 reti in 46 presenze da quando veste la casacca dei rossoneri di Francia. Le sue caratteristiche lo rendono certamente unico nel suo genere ed all’Italia indubbiamente sembra mancare quella componente di genio ed imprevedibilità che potrebbe garantire.

Senza dimenticare la sua grande voglia, mai nascosta, di vestire la maglia della Nazionale.

L’esclusione, scelta ‘politica’

Di Biagio ha preso molto seriamente questo incarico e non si sente un traghettatore, come molti, anche in seno alla Figc, pensano che sia. L’ex calciatore di Inter e Roma, per giocarsi al meglio le proprie chance sulla panchina azzurra, ha scelto di puntare sul gruppo, affidandosi ad illustri senatori come Buffon, Bonucci, Chiellini (che sarà costretto al forfait per un problema muscolare), il cui rapporto con Super Mario, è cosa nota, non è certo idilliaco dopo la burrascosa eliminazione ai gironi del Mondiale brasiliano nell’estate di quattro anni fa. Balotelli, quindi, sacrificato per la ragion di stato? Probabile, molto.