Un anno fa di questi tempi, il mondo del calcio veniva scosso dall'affare del secolo (almeno in termini economici lo è ancora), poi concretizzato nei primi giorni di agosto. Neymar sarebbe diventato un calciatore del Paris Saint Germain che avrebbe pagato la cifra assolutamente siderale di 222 milioni di euro per saldare la clausola rescissoria e strapparlo al Barcellona. Il 2018 doveva essere l'anno della Champions League con il PSG e del titolo Mondiale con la Nazionale brasiliana, questi gli obiettivi prefissati dal fuoriclasse brasiliano.

Ma il calcio non è mai una scienza esatta. Accade dunque che la Champions prenda altre strade diverse da quella di Parigi e che lo stesso Neymar salti parte della stagione per un serio infortunio. Accade inoltre che il Brasile non vinca i Mondiali e che venga eliminato nei quarti di finale dal Belgio. Accade soprattutto che l'atteso 'O'Ney', accreditato come stella del torneo iridato, ne risulti una delle delusioni più cocenti.

Povero Neymar, accusato di essere il più plateale dei simulatori e, spesso e volentieri, fine a sé stesso con i suoi numeri d'alta scuola calcistica più accademici che utili. Uno di questi numeri lo stava mettendo in scena in una partitella benefica organizzata in Brasile nell'ambito di un progetto che porta il suo nome, giocata insieme a tifosi e calciatori assolutamente amatoriali. L'epilogo però è stato decisamente surreale, Neymar ha rimediato una figuraccia sia dal punto di vista tecnico che umano. Chiaro segnale che per lui, glorificato come il vero 'erede di Pelé', per il momento gira davvero tutto storto.

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Umiliato da un tifoso, 'O'Ney' non ci sta

In realtà Neymar deve ancora dimostrare di valere i 'trequarti di Zico', tanto per citare la battuta di una celebre commedia calcistica italiana. E dal punto di vista mentale deve scrollarsi da quell'immagine di 'bambinone viziato' che gli è stata cucita addosso e che, sinceramente, finora gli calza a pennello. Nella partitella in questione, giocata a campo ridotto, Neymar si è trovato a dover superare un semplice 'amatore': finta, doppia finta e quella capacità di nascondere il pallone che lo ha reso celebre.

L'avversario non abbocca e gli ruba palla, involandosi verso la porta. Lui lo riprende e lo stende senza tanti complimenti, dimostrandosi alquanto stizzito per la 'mancanza di rispetto'.

Serenità perduta

In altri tempi, forse, ci sarebbe scappata una sonora risata.

Magari se Neymar fosse tornato dalla Russia con la Coppa del Mondo e la consacrazione calcistica che tutti si aspettavano, si sarebbe limitato a stringere la mano al grintoso avversario. Invece lo ha mandato a sbattere contro i cartelloni pubblicitari: un duro colpo alla sua immagine già duramente scheggiata dalla fama di 'simulatore cronico'. Il video sui social network è diventato virale e l'ironia della gente non lo ha perdonato dinanzi a questa assoluta mancanza di sportività.

Neymar deve ritrovare la serenità perduta, questo pericoloso 'tunnel mentale' in cui si è infilato rischia di perderlo. Purtroppo, al di là delle innate doti calcistiche, 'O'Ney' ha messo in mostra preoccupanti limiti caratteriale ed una fragilità emotiva che rischiano di trasformarlo in un eterno incompiuto. Quanto all'improvvisato avversario, avrà sempre qualcosa da raccontare ai suoi nipotini: "Quel giorno che rubai palla a Neymar"...

e scusatelo se è poco.

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