Il Milan perde 2-1 e torna dallo stadio Olimpico di Roma con zero punti e con il morale sempre più basso frutto di un inizio stagione da incubo, che relega i rossoneri nella seconda metà della classifica, con appena 10 punti in 9 giornate. Il cambio di panchina per ora è servito a poco con un pareggio in casa contro il Lecce e una sconfitta regalata alla Roma.

La cronaca della partita

La partita inizia bene per i rossoneri che sembrano avere il piglio giusto, due tiri in porta ed un gol annullato a Paquetà per fuorigioco.

A metà primo tempo Dzeko mette le mani al collo a Musacchio che cade, Orsato interviene e rimprovera il giocatore rossonero, graziando il capitano giallorosso, che poi segna dopo dieci minuti dopo un rimpallo di testa di Mancini da calcio d’angolo. Il Milan fino a quel momento stava esprimendo un buon calcio, ma senza trovare il gol e senza preoccupare troppo Pau Lopez. Qualche sbavatura difensiva rossonera e poca concretezza sotto porta e il primo tempo si conclude con i giallorossi in vantaggio.

La ripresa vede un Milan più determinato nel cercare il pareggio, entra Calabria per un deludente Andrea Conti da un cross di Calabria Theo Hernandez stoppa la palla in area, si porta il pallone sul piede destro, incrocia e batte Pau Lopez trovando l'1-1. Ma la parità dura solo tre minuti perché il Calabria in fase di impostazione consegna palla a Dzeko che vede Zaniolo liberissimo in area, una sorta di rigore in movimento per lui, che insacca il raddoppio sull’incolpevole Donnarumma. Il Milan soffre il colpo, ma ci prova: entrano Piatek e Bennacer, però la musica non cambia e Orsato fischia la fine con la Roma che porta a casa i tre punti.

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Serie A Milan

Le pagelle dei rossoneri

Donnarumma: 7 - Tiene in piedi il risultato in almeno un paio di occasioni, non viene molto impegnato, ma quando può lui riesce a far sentire la sua presenza, purtroppo per lui è incolpevole nei due gol.

Conti: 5 - Se questo è il giocatore che tutti si aspettavano da mesi, probabilmente il Milan dovrà intervenire nella sessione di mercato invernale; parte benino, poi crolla in errori da far rimpiangere Abate, fatica nel servire sia Paquetà che Suso. (dal 52’ Calabria: 4 - Fare peggio di Conti non era facile, ma lui regala il pallone a Dzeko che innesca Zaniolo per il gol vittoria della Roma…).

Musacchio: 5,5 - Subisce una mano sul collo di Dzeko che sarebbe potuta costare l’espulsione al 9 della Roma, ma poi lo soffre tutta la partita; è furbo a spendere un ammonizione con un bodycheck per recuperare ad una svista di Biglia.

Romagnoli: 6 - Dal suo lato non si passa, di certo il lavoro di Musacchio su Dzeko è più difficile, ma lui blocca tutte le iniziative di Pastore e Zaniolo

Theo Hernandez - 7: Talmente forte e veloce in fase offensiva che nessuno dei suoi compagni riesce a stargli dietro, in fase difensiva ancora sbavature, ma è in evidente crescita.

Biglia: 5 - Prestazione sottotono e a tratti da incubo con errori di testa, la partenza aveva fatto ben sperare nello stadio che fu suo (con la maglia biancoceleste), però non ha più di 45 minuti sulle gambe e nel secondo tempo soffre tanto (dal 77’ Bennacer - S.V.: Poco per avere un voto, ma mette un po’ di ordine nel finale, sarebbe stato bello vederlo prima in campo).

Kessiè: 5 - In un'occasione prova ad uscire dalla propria area palla al piede e perde il possesso, ma Pastore non centra la porta: basta questa grave azione per definire la prestazione di Kessiè, che Biglia soffre, gioca più arretrato del solito, ma è in netto calo fisico e mentale.

Suso: 4,5 - La contestazione dei tifosi lo rende ancora più impalpabile. Nulla di nuovo: un tiro a giro da destra e pochissima voglia di giocare bene, sempre molle nelle azioni e anche se nel primo tempo spesso Pioli gli chiede di giocare centralmente, lui non cambia il passo, forse hanno ragione i tifosi?

Paquetà: 5,5 - Parte bene e con piglio, ma poi nei momenti in cui deve fare la giocata si muove lentamente e non trova l’attimo giusto. Un gol giustamente annullato per fuorigioco nelle fasi iniziali e tanti colpi ricevuti che forse lo limitano nella prestazione atletica (dal 63’ Piatek: 5 - Pochi palloni giocabili, un fallo con entrata pericolosa e tanta sofferenza nel suo volto, rischia di bruciarsi, compito difficile per Pioli recuperare il soldato Piatek).

Calhanoglu: 6 - Fra quelli che giocano nel reparto offensivo è l’unico che ci prova, sfiora il gol in almeno due occasioni con tiri dalla distanza, primo tempo da leone come con il Lecce, poi arretra su indicazioni di Pioli e svanisce un po’ nell’anonimato.

Rafael Leao: 5 - La prima azione lo vede protagonista, poi non tira più in porta e perde sempre l’attimo favorendo la difesa avversaria. Male anche nel finale: nel momento in cui il Milan deve provare l’affondo per recuperare il risultato prova a giocare un pallone difficile con il tacco, deve crescere.

Allenatore Stefano Pioli: 5 - Gli episodi gli girano contro, c’è una visione di calcio più efficace rispetto all’ex allenatore Giampaolo, ma non basta, certi errori devono essere superati e il lavoro che dovrà fare Pioli negli allenamenti sarà anche sulla mancanza di concentrazione.

Tenere in panchina Piatek per far giocare un Leao che non tira in porta è un peccato difficile da perdonare. Sicuramente non ha la bacchetta magica e non può fare i miracoli visto che la squadra sembra avere parecchi limiti, ma questa sconfitta rappresenta un passo indietro rispetto a quanto avevano fatto vedere i rossoneri con il Lecce.

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