La scorsa estate l'Inter ha operato molto anche in uscita anche se non ha praticamente incassato nulla dalle cessioni dei suoi uomini migliori. I dirigenti nerazzurri, infatti, hanno definito le trattative sulla base di prestiti secchi o con diritto di riscatto.La partenza di Radja Nainggolan ha senz'altro fatto discutere con il centrocampista belga che è tornato al Cagliari dopo diversi anni anche a causa dei problemi di salute che hanno colpito la moglie. Con la maglia rossoblu il Ninja sembra essere rinato tanto da aver realizzato già due reti e collezionato quattro assist in nove partite di campionato.

Uno score importante che ha sollevato dubbi sulla decisione dell'Inter di privarsi del trentunenne anche alla luce dell'emergenza infortuni che ha colpito il reparto nevralgico. In realtà alla base della cessione di Nainggolan ci sarebbero state motivazioni esclusivamente comportamentali. Il centrocampista avrebbe detto no ad un cambio di rotta dopo un faccia a faccia durante il ritiro di Lugano.

Il decalogo disciplinare del club nerazzurro

In questi giorni in molti si sono chiesti se Radja Nainggolan non fosse stato utile all'Inter di Antonio Conte, soprattutto alla luce dell'infortunio di Stefano Sensi e dei problemi che hanno colpito Matìas Vecino prima e Roberto Gagliardini poi.

Il Ninja è sempre piaciuto al tecnico nerazzurro che lo voleva ai tempi in cui sedeva sulla panchina del Chelsea, cosa che è stata dichiarata dal giocatore anche recentemente.

L'allenatore salentino, però, si è allineato alla scelta della società che ha deciso di non puntare su lui e Mauro Icardi dichiarandoli sin dall'inizio fuori dal progetto. Decisivo il colloquio avuto ad inizio stagione, appena prima dell'inizio del ritiro a Lugano, quando lo stesso Marotta uscì allo scoperto nella conferenza stampa di presentazione di Antonio Conte.

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Da qui la cessione in prestito al Cagliari, che adesso pensa anche di acquistarlo a titolo definitivo, tanto che potrebbe essere intavolato anche uno scambio con Nahitan Nandez.

La risposta di Nainggolan

Nei piani dell'Inter non c'era quello di bocciare a prescindere Radja Nainggolan rispetto a quanto successo, invece, con Mauro Icardi, ai margini dopo quanto successo lo scorso anno. La società nerazzurra non ha avuto le risposte che si attendeva in occasione del colloquio con il centrocampista belga.

Nello specifico il club meneghino aveva chiesto un drastico cambio di atteggiamento al centrocampista per poter rientrare nelle scelte di Antonio Conte. Nessuna deviazione dal percorso professionale, un comportamento irreprensibile che non sempre ha avuto il giocatore nel corso degli anni. Il Ninja, però, non si è detto disponibile a cambiare il suo modus operandi e il divorzio è stato inevitabile. Del resto nell'Inter targata Marotta-Conte il comportamento fuori dal campo conta quasi quanto quello che si esprime in mezzo al campo.

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