Qualunque sia l'opinione di ciascuno, riteniamo che l'importante sia la verità. Inizia più o meno così la conferenza stampa della federazione spagnola, con l'immediata conferma di una notizia che era nell'aria dopo l'ultima partita di qualificazione agli Europei 2020 della Selección spagnola: Luis Enrique tornerà ad essere il CT della Spagna. Il presidente della RFEF (la federcalcio spagnola), Luis Rubiales, prova a ricostruire in ordine cronologico tutti i passaggi ed eventi degli ultimi mesi.

Gli eventi da marzo scorso

Ma per prima cosa, è opportuno riassumere gli eventi.

Il 26 marzo Luis Enrique abbandona il ritiro della nazionale, che si preparava per la partita contro Malta, per motivi personali. Il 19 giugno seguono le dimissioni dell'allenatore, che annuncia la malattia della figlia di nove anni, Xana. Una malattia che si conclude con la tragedia, il 29 agosto scorso. Dopo cinque mesi di lotta, Xana muore a causa di un osteosarcoma.

Il 19 giugno, sempre in conferenza stampa, la RFEF aveva annunciato il passaggio di incarico di commissario tecnico a Moreno, dopo il passo indietro di Luis Enrique appunto per motivi personali.

Secondo quanto comunica Rubiales, però, nel contratto stipulato con Moreno era esplicitato che, qualora Enrique avesse voluto tornare in panchina, egli avrebbe immediatamente ripreso il proprio posto.

Già a settembre, sempre per quanto afferma il presidente della RFEF, era stato comunicato da Luis Enrique il desiderio di tornare sulla panchina della Selección. Un secondo contatto porta alla decisione, in accordo tra Federazione e lo stesso Moreno,di posticipare la discussione del futuro della panchina.

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Curiosità

In modo da non creare tensioni o problemi che potessero compromettere il risultato finale, tutto viene rimandato a dopo la qualificazione della Spagna. Questo avviene il 31 ottobre, in seguito ad una visita ufficiale di Luis Rubiales a Saragozza, come riporta lo stesso presidente.

L’ultimatum di Moreno

Il capitolo finale di questa strana vicenda si svolge tra domenica 17 novembre e oggi, giorno della ufficialità del ritorno di Luis Enrique. Domenica, Molina, direttore sportivo della nazionale, parla con Moreno, che vuole sapere fin da subito la decisione della federazione in merito alla vicenda.

Molina è chiaro fin da subito: se Luis Enrique vuole tornare ad allenare, verrà valutata questa possibilità. Questo avviene il giorno prima della partita tra Spagna e Romania, giocata ieri sera al Wanda Metropolitano.

Il giorno della gara, invece, avviene un fatto decisivo secondo Rubiales. Moreno invia un messaggio alla federazione, in cui comunica di voler accordare la sua dimissione da «seleccionador» in modo da non essere di impedimento al ritorno di Luis Enrique. A questo punto, tra ricerche di soluzioni da parte della federazione e contatti telefonici con l'ex allenatore, viene accordato il ritorno di Luis Enrique, che ringrazia la federazione per aver mantenuto la parola data.

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Insiste molto su questo concetto Luis Rubiales, sul fatto che a giugno era stato chiaro (soprattutto con la stampa) sul possibile ritorno di Enrique.

Molina intanto organizza una riunione con Robert Moreno, per parlare della questione. Perciò, riporta il presidente, il primo a sapere di questo ritorno era lo stesso Moreno. Il presidente della RFEF conclude affermando che la federazione ha sempre agito con rispetto, con integrità, con trasparenza, con rigore, rispettando la parola data. Insiste sulla coerenza dal primo giorno (quel 19 giugno del 2019) e sulla lealtà manifestata, soprattutto con le persone.

Con Enrique, che aveva le porte aperte a un suo ritorno in qualunque momento avesse desiderato, e con lo stesso Moreno, che aveva ricevuto chiaramente la stessa comunicazione, cioé che avrebbe potuto dover lasciare la panchina su volontà di Luis Enrique.

Quello che ha fatto scoppiare un caso, perciò, è il cambio di tempistica della decisione, ma sempre secondo il presidente della federcalcio spagnola, questo è dovuto alle esigenze di Moreno, che aveva appunto espresso la volontà di conoscere il suo futuro domenica 17 novembre.

Questo aspetto viene immediatamente confermato dallo stesso Molina.

Prima di dare spazio alle domande dei giornalisti, Luis Rubiales afferma che Luis Enrique fu costretto ad abbandonare il suo posto di lavoro per la peggior situazione che un padre possa vivere. A causa di una malattia che ha provocato la morte della figlia. Per Rubiales, Luis Enrique è il leader di questo progetto, insieme al suo staff. Da subito Luis Enrique ha avuto la promessa che avrebbe trovato la porta aperta per un ritorno in panchina. Questo progetto cominciò per le qualificazioni agli Europei, e continuerà fino al mondiale del Qatar (2022).

Così la federazione vuole augurare a Luis Enrique un felice ritorno al suo lavoro.

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