Il calcio italiano, anche quello di Serie A, al pari di tutti gli altri sport è stato fermato fino al 3 aprile dal decreto del Consiglio dei Ministri che ha allargato a tutta Italia le prescrizioni che fino a ieri erano valide solo per Lombardia e per le altre 14 Province della cosiddetta zona rossa. Niente campionato di calcio, quindi, e partite rinviate a data da destinarsi. Il 2020 è un anno particolare, con alle porte i Campionati Europei per nazionali a giugno. Il tempo è poco per portare a termine il nostro campionato di calcio, soprattutto se alcune squadre ancora in corsa anche in Europa, tra Campions ed Europa League continueranno ad andare avanti.

Il calcio professionistico italiano è in emergenza, dunque, tanto è vero che proprio oggi si è svolto un consiglio straordinario in FIGC, una conference call indetta dal Presidente della Federazione Italiana Gioco calcio, Gabriele Gravina. Oltre a recepire i diktat del Consiglio dei Ministri, con il decreto emanato ieri sera e presentato in conferenza stampa dal Premier Conte, il consiglio di oggi doveva aprire a soluzioni per completare la stagione 2019/2020 che rischia seriamente di essere compromessa dal virus che sta attanagliando il mondo intero. Diverse le ipotesi sul tavolo, dalla cancellazione della stagione, che passerebbe alla storia con uno scudetto non assegnato, alla formula playoff copiata da altri sport di squadra come basket, futsal o volley.

Cosa hanno deciso in FIGC

Il Consiglio federale straordinario è durato due ore abbondanti ed in primo luogo ha confermato (passaggio obbligato) la sospensione del calcio fino al 3 aprile. Per quanto riguarda cosa fare alla ripresa delle attività, ipotesi su cui non si può avere una data precisa o una sicurezza specifica, tutto è stato rimandato ad un nuovo appuntamento messo in calendario per il 23 marzo prossimo.

Si è preso tempo per verificare come andrà avanti il Paese e come reagirà il contagio alle nuove prescrizioni allargate a tutta la penisola. La seduta di oggi, in pratica, non ha fatto altro che aprire una specie di piattaforma di discussione, su cui le parti si sono riservate di continuare a lavorare e discutere in vista della nuova riunione.

Tutto ancora in alto mare naturalmente e probabilmente non poteva essere altrimenti visto il caos che regna in Italia in tutti i settori.

Tre ipotesi se non si riesce a portare a termine il campionato

Due giornate rimandate, la numero 27 e la numero 28, senza considerare che c'è anche la giornata 25 che deve essere completata con 5 gare rinviate, lasciano poco spazio di manovra su come completare regolarmente la stagione. E poi ci sarebbero anche le semifinali di ritorno della Coppa Italia, anche esse rinviate. Varie le ipotesi su tavolo che oggi hanno iniziato a fare capolino nella discussione in FIGC. La federazione sembra nell'ordine delle idee di completare la stagione calcistica 2019/2020, sempre se sarà possibile.

Ed allora, già sono state indicate due date, quella del 20 maggio e quella del 31 maggio come buone per recuperare le due giornate interamente rinviate. In questo caso slitterebbe solo la fine del torneo e se i 5 recuperi della giornata 25 venissero spalmati in precedenza, si otterrebbe anche il risultato di riuscire a dare i giocatori alle nazionali in vista degli Europei di giugno. Ipotesi dicevamo, possibile ma molto difficile, perché le giornate libere sono davvero poche. Ed ecco che sul tavolo sono comparse le soluzioni più drastiche, quelle che servirebbero se non si riuscisse a portare a termine la stagione, se non si riuscisse a completare regolarmente tutte le 38 giornate di calendario.

Una via che sarebbe una novità per il calcio di serie A, vedrebbe il titolo assegnato tramite playoff scudetto. In pratica si farebbe come nel basket o nella pallavolo dove dopo la regular season si passa ai playoff, con scontri ad eliminazione diretta per sancire i campioni d'Italia. Formula tutta da organizzare naturalmente, con l'aggiunta dei playout retrocessione, per decretare chi retrocederà in serie B. Una ipotesi che resta possibile è la cristallizzazione della classifica alla giornata attuale o all'ultima regolarmente disputata. A parità di partite giocate delle varie compagini di serie A, vincerebbe lo scudetto la squadra prima in classifica a quella giornata e si qualificherebbero alle coppe Europee 2020/2021 le squadre in ordine di classifica alla stessa data.

Infine c'è l'ipotesi che nessuno si augurerebbe, cioè la cancellazione del campionato, con lo scudetto non assegnato e con la classifica che varrebbe solo per mandare le squadre a giocare le competizioni continentali l'anno venturo. E nella complessa situazione entrano anche i calciatori, con il loro sindacato, l'AIC che tramite il presidente Damiano Tommasi hanno ribadito la volontà di non allenarsi durante questi giorni di stop, il che metterebbe a rischio la ipotetica ripresa del campionato dopo il 3 aprile.

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