Uno dei giocatori che sembrava destinato a lasciare il Torino nella finestra di mercato appena conclusa è Armando Izzo. Il centrale è perfetto per una difesa a tre e non a caso era considerato un punto fermo prima da Walter Mazzarri e poi da Moreno Longo. Con l'arrivo di Marco Giampaolo le cose sembrano cambiate anche per il cambio di modulo, con il passaggio dal 3-5-2 al 4-3-1-2. Per questo motivo il giocatore sembrava destinato ad essere ceduto e non mancavano i club interessati a lui. Su tutti avrebbero chiesto informazioni sia Inter che Lazio, due squadre che giocano proprio con la difesa a tre.

Il Toro, però, ha respinto le proposte arrivate ma ora il classe 1992 rischia la svalutazione non essendo un punto fermo dell'undici titolare.

Izzo a rischio svalutazione

Il futuro di Armando Izzo continua ad essere avvolto nel mistero. E a risentirne potrebbe essere proprio il Torino e in particolar modo il patron, Urbano Cairo.

Il giocatore ha riscontrato più di qualche difficoltà in questa prima parte della stagione. Il motivo principale, come detto, è relativo al cambio di modulo, con il passaggio dalla difesa a tre alla difesa a quattro. Il tecnico, Marco Giampaolo, ha provato a schierarlo nel ruolo di terzino destro all'esordio in campionato contro la Fiorentina con risultati negativi, con una prestazione altamente insufficiente per il giocatore.

La settimana dopo, nella gara contro l'Atalanta, il classe 1992 è rimasto in panchina, visto che l'allenatore ha schierato Vojvoda. Ora Izzo potrà essere schierato o al centro della difesa, al fianco di N'Koulou, o come terzino destro nuovamente, sperando in risultati migliori. Altrimenti la svalutazione sarà inevitabile e i granata non potranno mai incassare i 20 milioni di euro già richiesti questa estate a Inter, Fiorentina e Lazio, che avevano chiesto informazioni per provare ad accaparrarsi le sue prestazioni.

La richiesta di Izzo e l'idea di Inter, Lazio e Fiorentina

Armando Izzo aveva chiesto al Torino la cessione per provare una nuova esperienza e giocare in un modulo più consono alle sue caratteristiche. La cosa potrebbe riproporsi tra qualche mese, a gennaio o, al massimo, la prossima estate. Inter, Lazio e Fiorentina osservano in maniera interessata alla situazione.

Qualora il difensore dovesse continuare ad essere ai margini dell'undici titolare il patron del Toro, Urbano Cairo, non potrà chiedere più di 10-12 milioni di euro. Cifra abbordabile per l'Inter, che potrebbe mettere sul piatto il cartellino di uno tra Matìas Vecino o Roberto Gagliardini. Anche i viola non avrebbero problemi, soprattutto in caso di cessione di Milenkovic, qualora quest'ultimo non dovesse rinnovare. Anche i biancocelesti potrebbero mettere sul piatto una contropartita tecnica, con i nomi di Kiyine e Akpa Akpro in uscita.

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