Inter-Juventus è alle porte, sfida che in questa stagione viene indicata (almeno in questa fase) come una sorta di spareggio per decidere chi può essere la maggiore contendente del Milan lanciatissimo al primo posto. Sono tanti gli aneddoti legati al derby d'Italia, termine che al pari di tanti altri nel calcio italiano venne coniato dalla penna di Gianni Brera. Tra coloro che hanno vissuto la sfida su entrambi i fronti, il più importante è senza dubbio Roberto Boninsegna che nell'estate del 1976 lasciò l'Inter dopo sette stagioni per trasferirsi alla Juventus, con Pietro Anastasi che prese la direzione opposta.

Scambio che, alla fine, si rivelò più vantaggioso per i bianconeri. Bonimba ha vinto sia a Milano che a Torino, anche se gli ultimi anni della sua carriera in bianconero arricchirono notevolmente il suo palmares che si era fermato allo scudetto nerazzurro della stagione 1970/71. Con la Juve avrebbe vinto altri due campionati, una Coppa Italia e una Coppa Uefa. Boninsegna detiene inoltre a quota 12 il primato di marcature nel derby d'Italia al pari di Meazza e Sivori, ma è l'unico ad aver segnato con entrambe le maglie: nove gol nerazzurri e tre bianconeri. In un'intervista a Domenica Sport ha dunque parlato della "superclassica" italiana evidenziando che, nonostante sia legato anche alla Juve, il suo cuore da tifoso batte per l'Inter.

Il trasferimento

Nell'estate del 1976, dunque, Boninsegna venne ceduto alla Juventus in cambio di Anastasi, la notizia che l'Inter lo aveva considerato "sacrificabile" all'epoca non gli fece fare i salti di gioia. "Alla Juve non volevo andare - racconta Bonimba - perché mi sentivo una bandiera dell'Inter. Però alla lunga, dopo il triennio a Torino, devo ringraziare Fraizzoli per avermi ceduto: ho vinto praticamente tutto conoscendo una società di livello internazionale.

La Juventus in quel periodo a livello societario era la perfezione". Alla luce di queste dichiarazioni è lecito chiedergli per chi fa il tifo nel derby d'Italia, ma non ha alcun dubbio sulla sua fede calcistica. "Quando da bambino giocavo in parrocchia indossavo già la maglia dell'Inter e andavo sempre a San Siro. Io nasco interista, ma ci sono state volte in cui ho tenuto per la squadra che stava dietro in classifica perché mi piacciono i campionati che si decidono al rush finale tra Inter e Juventus, anche se quest'anno c'è il Milan ben inserito nella lotta al vertice".

'L'Inter a Roma ha buttato due punti'

Dopo l'amarcord, fari puntati sul campionato attuale dove il Milan nell'ultimo turno ha guadagnato due punti sull'Inter immediata inseguitrice. "Vedo un campionato aperto con la Juventus che, certamente, è ancora tra le favorite per vincere le scudetto. Ha un allenatore giovane che, però, è molto preparato. L'Inter ha giocato una bella partita nell'ultimo turno a Roma e ha buttato via due punti perché per almeno mezz'ora ha dominato".

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