Negli ultimi giorni, il nome di Gianluigi Donnarumma è tornato a circolare nei radar del calciomercato italiano. Accostato con insistenza a Juventus, Napoli e Inter, l’attuale portiere del Paris Saint-Germain sembrerebbe essere in rotta con il club parigino. Tuttavia, nonostante le suggestioni e i titoli a effetto, un suo ritorno in Serie A appare oggi più come un esercizio di fantasia che una reale possibilità.
Uno stipendio che sarebbe fuori dalla portata della Juventus
Il nodo, neanche a dirlo, è economico. Donnarumma, attualmente legato al PSG con un contratto da circa 12 milioni di euro netti a stagione, avrebbe chiesto un adeguamento al rialzo.
Un desiderio che stride non solo con la linea attuale del club francese, pur intenzionato a rinnovargli il contratto ma a cifre ridotte, ma soprattutto con la realtà del calcio italiano, dove la politica di contenimento dei costi è diventata una necessità più che una scelta.
La Juventus, una delle prime a essere tirata in ballo, non sembra poter realisticamente competere su questi numeri. Il club bianconero ha inaugurato una fase di ridimensionamento del monte ingaggi, orientata alla sostenibilità e alla ricostruzione con profili giovani e meno esosi. L'arrivo di Donnarumma, per quanto affascinante, cozzerebbe apertamente con questa linea. Non solo: garantire un ingaggio di quel livello a un portiere significherebbe rompere gli equilibri dello spogliatoio e soprattutto mettere in secondo piano un estremo difensore di assoluta garanzia quale Michele Di Gregorio.
Anche per Inter e Napoli Donnarumma sarebbe fuori portata
Lo stesso discorso vale per il Napoli. Anche il club di Aurelio De Laurentiis è stato inserito tra le possibili destinazioni dell’estremo difensore azzurro, ma ha da poco chiuso per Vanja Milinković-Savić, portiere prelevato dal Torino con un’operazione molto meno onerosa dal punto di vista economico. Difficile, se non impossibile, pensare che possa decidere di accollarsi anche un ingaggio come quello di Donnarumma, ancor più in un reparto già coperto.
E l’Inter? I nerazzurri stanno cercando di mantenere competitiva la rosa senza alterare gli equilibri finanziari raggiunti con fatica. A quelle cifre, la dirigenza nerazzurra preferirebbe, comprensibilmente, investire su un giocatore di movimento, magari decisivo in fase offensiva, piuttosto che in un portiere, per quanto di primissimo livello.
In sostanza, Donnarumma resta uno dei migliori al mondo, ma oggi anche uno dei più costosi. E in un calcio italiano che fa i conti con i bilanci, i tetti salariali e una competitività europea da ritrovare, non sembra esserci spazio per operazioni fuori scala. Almeno finché il giocatore e il suo entourage non accetteranno di rivedere le proprie pretese.