Un esordio così, in Champions League, difficilmente lo si dimentica. La Juventus di Igor Tudor ha pareggiato 4-4 contro il Borussia Dortmund in una serata che resterà impressa non solo per gli otto gol complessivi, ma soprattutto per l’incredibile rimonta firmata nei minuti finali. Sotto di due reti al 92’, i bianconeri hanno trovato la forza e la lucidità per acciuffare un pareggio che, per come è maturato, è stato accolto quasi come una vittoria dal popolo juventino.
Lo spettacolo, soprattutto nel secondo tempo, non è mancato: emozioni a raffica, continui ribaltamenti di fronte, attacchi scatenati e difese in costante affanno.
Una partita che ha entusiasmato i tifosi allo stadio e davanti alla tv, ma che apre un fronte di dibattito su alcune criticità che ormai paiono evidenti.
Juventus, tanto spettacolo ma una difesa troppo leggera: la fase difensiva dei bianconeri può essere un problema
Se da un lato l’adrenalina del 4-4 ha lasciato entusiasmo, dall’altro emergono interrogativi tutt’altro che secondari. La Juventus, che in campionato era sembrata compatta e cinica contro Parma e Genoa, ha mostrato evidenti crepe dietro. Le statistiche parlano chiaro: 7 gol subiti nelle ultime due gare, considerando anche i tre incassati sempre all'Allianz Stadium sabato pomeriggio contro l’Inter. Numeri che potevano essere persino appesantiti se Michele Di Gregorio non avesse fatto un paio di parate salva risultato, anche se non è certamente esente da colpe sui gol subìti.
È evidente che, al netto del rientro in pianta stabile di un colosso come Gleison Bremer, qualcosa andrà registrato nelle marcature e nell’assetto difensivo generale, soprattutto contro avversari di caratura europea.
Se la difesa piange, l'attacco ride
In attacco, invece, la musica è ben diversa. Con dieci gol segnati in quattro gare ufficiali, la Juventus si conferma devastante nella fase offensiva. Il trascinatore assoluto è Dusan Vlahovic: già a quota quattro centri, il serbo ha firmato la serata europea con una doppietta da applausi. Ancora una volta, il classe 2000 ha dimostrato di incidere maggiormente quando parte dalla panchina. Contro l’Inter, schierato titolare, era apparso opaco; nelle altre occasioni, subentrando a gara in corso, ha sempre saputo colpire.
Un dato che non sfuggirà a Tudor nelle prossime scelte.
Bilancio e prospettive
Il pareggio con il Borussia Dortmund, oltre a regalare spettacolo e un punto prezioso, consegna a Tudor una doppia chiave di lettura: da un lato l’entusiasmo di un gruppo che non molla mai, dall’altro la necessità di ritrovare solidità difensiva. La Champions è appena iniziata, ma i segnali sono chiari: la Juventus ha potenziale per divertire e competere, a patto di ritrovare quell’equilibrio che in Europa diventa imprescindibile.