Andrea De Marco, responsabile dei rapporti istituzionali CAN A e B, ha espresso oggi a Roma la sua piena solidarietà a Federico La Penna e ad Alessandro Bastoni, vittime di pesanti minacce dopo la partita Inter‑Juventus. “Massima solidarietà a La Penna e Bastoni per le minacce ricevute” ha dichiarato nel corso del programma Open Var, trasmesso da DAZN in collaborazione con FIGC, AIA e Lega Serie A.
De Marco ha aggiunto: “Quando si esce dal campo e si tocca la sfera personale non è sport. Questo va condannato, le decisioni possono essere discusse ma le minacce non possono esistere”.
Il contesto dell’intervento
Le parole di De Marco arrivano in un clima teso, segnato dalle reazioni seguite all’episodio in cui l’arbitro La Penna ha espulso Pierre Kalulu per un contatto con Bastoni, ritenuto simulato. L’errore arbitrale ha scatenato una valanga di insulti e minacce via social, rivolte non solo all’arbitro ma anche al difensore e alle loro famiglie, tanto da spingere La Penna a presentare denuncia alla Polizia Postale.
Condanna unanime e tutela in corso
Le minacce hanno suscitato reazioni forti: la Procura di Roma ha aperto un fascicolo, mentre la Polizia Postale ha consigliato a La Penna e ai suoi familiari di restare in casa per motivi di sicurezza. L’episodio ha acceso un dibattito sul ruolo del VAR e sulla necessità di riformare il protocollo, in particolare per consentire interventi anche in caso di secondo cartellino giallo, come auspicato da De Marco stesso.
In questo contesto, il messaggio di De Marco assume un valore istituzionale: ribadisce che il dissenso sportivo è legittimo, ma che ogni forma di intimidazione personale è inaccettabile e va respinta con fermezza.