L'opinionista Massimo Zampini ha parlato nelle scorse ore ai microfoni di Juventibus e commentando il comunicato scritto agli azionisti della Juve dall'ad di Exor John Elkann ha detto: "Manca la rabbia per l'assenza di vittorie da tanto tempo, manca un'analisi critica di cosa stiamo vivendo, insomma qualcosa manca. Cioè letto così potrebbe essere un comunicato degli anni degli scudetti di Agnelli. Io invece vorrei che la Juve un giorno, compreso John Elkann, parlasse veramente a cuore aperto, cioè come dire "Non va la Juve così, vi assicuro ci sto mettendo tutto.

Abbiamo scelto Giuntoli che era il più quotato in Italia o abbiamo scelto un manager quotato all'estero".

Zampini: 'Vorrei capire se nella Juventus qualcuno si chiede perché cambiano le cose ma si arriva solo quarti o quinti'

Zampini ha proseguito nel suo incipit sottolineando: "Cioè va benissimo quello che ha scritto, non deve essere un processo. Però vorrei un'assunzione di responsabilità che non sia solo economica, del genere noi ci mettiamo i soldi, e basta, che per carità è fantastico. Cioè io vorrei capire se nella Juve ci si chiede perché passano gli anni, cambiamo dirigenti, cambiamo allenatori, spendiamo tanti soldi e siamo sempre quarti o quinti in classifica. Non potrebbe trattare argomenti simili in una lettera?

E' un pensiero che ci può stare".

Elkann e le parole dette agli azionisti

Il pensiero critico di Zampini nasce appunto a seguito della lettera scritta da Elkann agli azionisti bianconeri: "La Juventus ha attraversato un periodo difficile negli ultimi anni" scrive l'ad di Exor "segnato da pressioni interne ed esterne che inevitabilmente hanno influenzato le prestazioni. Ci siamo assunti la responsabilità laddove necessario, abbiamo sostenuto con fermezza il club per ristabilire la stabilità e riportare la Juve su un percorso costruttivo dopo la risoluzione delle questioni legali".

In qualità di principale azionista di riferimento, John Elkann ha poi delineato la strategia adottata nei confronti della Juventus, evidenziando come il 2025 sia stato concepito quale anno di transizione, orientato alla costruzione di basi solide per garantire risultati sostenibili sia sul piano sportivo sia su quello gestionale.