Da Milano, il 4 settembre 2026, l'ex campione nerazzurro Wesley Sneijder è tornato a parlare dell'Inter durante un evento Betsson, concentrandosi in particolare su Cristian Chivu e il suo percorso da allenatore. Sneijder ha espresso la sua ferma convinzione riguardo al futuro di Chivu, definendo inoltre "strano" l'addio di Ausilio. L'ex centrocampista ha rivelato di non essere affatto sorpreso dalla crescita tecnica dell'ex compagno di squadra, avendo intuito da tempo la sua vocazione per la panchina.

La visione di Sneijder su Chivu allenatore

Sneijder ha fondato il suo giudizio sulla profonda familiarità di Chivu con il gioco del calcio e sul modo in cui ne viveva ogni aspetto quotidianamente.

Le sue dichiarazioni sono state perentorie: "Chivu parlava sempre di calcio. Vive di calcio. Ho capito subito che sarebbe stato un grande allenatore. Me lo aveva già detto che avrebbe voluto allenare una volta conclusa la carriera da giocatore".

L'olandese ha poi aggiunto una precisazione importante, sottolineando come "non è facile perché essere un giocatore bravo non vuol dire che sarai anche un allenatore bravo". Tuttavia, nel caso specifico di Chivu, la sua predisposizione al calcio ragionato e discusso quotidianamente gli era apparsa evidente ben prima della fine della sua carriera agonistica, distinguendolo da altri.

Il contesto difficile e il commento su Ausilio

Sneijder ha inoltre evidenziato il contesto impegnativo in cui Chivu ha iniziato la sua avventura da tecnico, collegandolo al momento delicato attraversato dall'Inter dopo la sconfitta nella finale di Champions League.

Il suo intervento non si è limitato al nuovo allenatore, ma ha toccato anche il tema dell'addio di Ausilio. "È sempre stato bravo, mi ha aiutato sempre, potevo sempre chiamarlo. Quindi eh... un po' strano. Non lo so perché". Un ricordo personale, intriso di stima, che descrive il rapporto con un dirigente ritenuto sempre disponibile e presente per i giocatori.