Il difensore del Venezia, Bartol Franjic, è stato sottoposto a intervento chirurgico il 9 settembre 2026 per una lussazione acromion-claveare. La notizia è stata diffusa dal club lagunare nel pomeriggio dello stesso giorno. L’infortunio era stato rimediato a fine agosto, durante la trasferta contro il Milan, costringendo il giocatore a fermarsi per gli accertamenti.
L’intervento è stato eseguito all’Humanitas di Milano dal Professor Alessandro Castagna, responsabile della Chirurgia della Spalla dell’istituto. Per il Venezia, l’assenza di Franjic rappresenta un duro colpo per il reparto arretrato.
Il rientro del difensore non sarà immediato: la stima è di circa tre mesi, con la prognosi legata all’evoluzione clinica e alla risposta del giocatore.
Il percorso riabilitativo
Franjic inizierà ora il percorso riabilitativo, seguendo le indicazioni dello specialista. Il club ha precisato che i tempi di recupero saranno definiti sulla base dell’evoluzione clinica e funzionale. La previsione di tre mesi è una stima iniziale che dovrà essere verificata con il procedere della riabilitazione, senza forzare tappe in una zona delicata come quella acromion-claveare.
La comunicazione medica chiarisce la natura del problema: non un semplice trauma gestibile con riposo, ma una lussazione che ha richiesto la chirurgia.
Da qui la necessità di un programma graduale, impostato sulla ripresa funzionale e poi sul ritorno all’attività agonistica. Per il Venezia, la priorità resta la gestione dell’organico nelle prossime gare di Serie A.
Aggiornamenti sugli indisponibili
Nel quadro precedente degli indisponibili per la terza giornata di Serie A, in vista di Frosinone-Venezia, erano stati indicati tra i giocatori da monitorare Sverko, Adorante, Moreno e lo stesso Franjic. Per il difensore si temeva una dislocazione della clavicola e si ipotizzava un rientro nella seconda metà di settembre. L’intervento chirurgico del 9 settembre 2026, tuttavia, aggiorna sostanzialmente tale prospettiva: la nuova stima è un’assenza di circa tre mesi, con tempi da confermare solo tramite l’evoluzione clinica e funzionale.