Yann Bisseck, difensore dell'Inter, è stato protagonista al Festival dello Sport di Trento, intervenendo nel panel “Il gigante nerazzurro”. L'occasione ha permesso al giocatore di condividere le sue riflessioni sulle ambizioni della squadra, sul proprio percorso di crescita e sul forte legame con Milano e il club.
L'obiettivo primario per l'Inter, come sottolineato da Bisseck, è la conquista della Champions League. Il difensore ha ribadito la convinzione della squadra di poter arrivare fino in fondo alla competizione, forte delle esperienze passate.
“Possiamo dire che vogliamo vincere la Champions perché ci siamo andati vicini due volte, ehm una volta... Lasciamo da parte Monaco, pensiamo alla semifinale col Barcellona. Sappiamo che possiamo arrivare in fondo a questa competizione. Spero che avremo un'altra chance”, ha dichiarato, evidenziando la determinazione del gruppo.
Crescita Personale e Modelli di Riferimento
Bisseck ha espresso la sua ferma volontà di crescere costantemente, sia come calciatore che come persona. “Voglio crescere in tutto, non sono un giocatore perfetto e non esiste un giocatore perfetto. Voglio migliorare in entrambe le fasi”, ha affermato, impegnandosi a perfezionarsi. A 25 anni, ha ricordato che molti difensori centrali raggiungono la piena maturità più avanti, indicando ampi margini di sviluppo.
Tra i suoi modelli calcistici, Bisseck ha menzionato Thierry Henry per l'attacco, e Jerome Boateng e Varane per la difesa, sottolineando la difficoltà nel marcare attaccanti incisivi.
Milano, il Rinnovo e la Fiducia del Club
Il rapporto con Milano è fondamentale per Bisseck, che si sente pienamente a casa. La città, i dirigenti e i compagni lo hanno accolto a braccia aperte. Questa sensazione di appartenenza si è concretizzata nel recente rinnovo del contratto fino al 2031, un segnale forte di fiducia reciproca. “Qui è facile sentirsi a casa... Per me non c'era un secondo pensiero: volevo prolungare il mio contratto, mi hanno dato fiducia e sono orgoglioso di questo”, ha raccontato, aggiungendo che imparare l’italiano è per lui una forma di rispetto.
Le Sfide della Carriera e la Svolta
La carriera di Bisseck non è stata priva di ostacoli. Il difensore ha ripercorso i momenti difficili in Portogallo, segnati da infortuni che lo portarono a considerare l'idea di smettere. La svolta è arrivata in Danimarca, dove ha cambiato radicalmente il suo approccio alla preparazione fisica. La chiamata dell'Inter è stata descritta come un evento quasi surreale. “Adesso c'è tanto lavoro da fare”, ha concluso, proiettandosi verso il futuro.
Allenatori, Compagni e Gestione Errori
Nel suo percorso all'Inter, Bisseck ha imparato molto da Matteo Darmian. Riguardo ai tecnici, ha paragonato Simone Inzaghi e Cristian Chivu, definendoli entrambi molto coinvolti, pur con accenti diversi sulla mentalità.
Ha affrontato apertamente la capacità di gestire gli errori, ricordando il rigore contro la Lazio. Per superare questi momenti, applica la “teoria dei 5 secondi”, un metodo per liberare rapidamente la mente dopo uno sbaglio e concentrarsi sull'azione successiva.
Nazionale, Radici e Impegno Sociale
Bisseck ha toccato temi legati alla sua identità e al suo impegno fuori dal campo. Ha parlato del tecnico Klopp e della Nazionale tedesca, esprimendo la possibilità di rappresentare una Germania multietnica, data la sua doppia origine tedesca e camerunese. Ha raccontato di aver ricevuto episodi di razzismo, anche online, e del mancato approdo alla nazionale camerunese nonostante l'interesse di Eto'o.
Queste esperienze lo hanno reso più consapevole delle sfide sociali.
Interessi Extra-Calcistici e Progetti Futuri
Al di là del calcio, Bisseck coltiva diverse passioni, tra cui quella per i Philadelphia 76ers. Ha anche condiviso i suoi progetti futuri extra-calcistici, in particolare l'idea di intraprendere iniziative in Africa per aiutare i bambini ad andare a scuola, dimostrando una spiccata sensibilità sociale.