Il Frosinone ha confermato l'infortunio di Antonio Raimondo: il centravanti classe 2004 dovrà fermarsi per un problema alla caviglia sinistra, rivelatosi più serio del previsto. Gli esami strumentali del 2 novembre hanno evidenziato per l'attaccante una "lesione multilegamentosa contusivo-distorsiva della caviglia sinistra". La riabilitazione è iniziata, ma il rientro è senza data definita.
Diagnosi e tempi di recupero
Il quadro clinico parla di una distorsione grave con interessamento dei legamenti. Lo stop non sarà breve: si prevedono almeno un mese e mezzo.
I tempi effettivi dipenderanno dalla risposta alle terapie e dall'evoluzione clinica, con valutazioni progressive per monitorare il recupero di stabilità e funzionalità.
L'episodio è avvenuto al 27' del primo tempo di Frosinone-Torino, dopo un intervento duro dell'esterno granata Aboukhlal. Il giocatore del Torino è stato ammonito, ma il fallo è apparso più severo nella dinamica, tanto da far pensare a un possibile rosso. La preoccupazione di Alvini nel dopo partita si è rivelata fondata.
Assenza pesante per il Frosinone
Per il Frosinone, l'assenza di Raimondo è rilevante. In prestito dal Bologna, è considerato uno dei simboli dell'ottimo momento della squadra laziale: non solo per i gol (è vicecapocannoniere con otto reti, al pari di Malen), ma anche per il peso nel gioco verticale di Alvini.
La sua indisponibilità obbliga a rivedere le soluzioni offensive.
Considerando la sosta internazionale del 15 novembre, Raimondo salterà quattro o cinque partite e una possibile convocazione in Nazionale, considerata concreta. La prima alternativa è Birligea, già subentrato contro il Torino. Nelle gerarchie di Alvini, il romeno appare avanti rispetto a Bobcek, lo slovacco arrivato dal Lechia Danzica per circa 13 milioni di euro, l'acquisto più costoso nella storia del Frosinone.